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5 trucchi casalinghi per foto da professionista

Imparando alcuni trucchi fai-da-te si potrà realizzare degli effetti fotografici davvero speciali senza attrezzatura professionale

26 Aprile 2017 - La fantasia è una delle componenti più importanti della fotografia. So che penserete che l’estro non vi manca, ma sono gli strumenti adatti per esprimervi al meglio che scarseggiano. E se vi dicessimo che tutto quello che vi serve lo trovate facilmente in qualsiasi casa?

Sheldon Evans è un giovanissimo fotografo sudafricano a cui non manca di certo la fantasia, ma neanche l’arte di “arrangiarsi” con quello che lo circonda per scattare delle immagini molto originali. Non dispone di un ‘softbox‘, problema risolto. Vuole fare un video un po’ particolare che scorre per riprendere l’intero soggetto? Risolto. Si è messo in testa che desiderava ottenere un finto effetto “bokeh“, e ci è riuscito. E che ne dite di un effetto che gioca con il bagliore e il chiarore, oppure quello più caldo di una foto che simula una vecchia pellicola bruciata dall’uso? Ecco, insomma, cinque geniali soluzioni, da provare subito.

Softbox fatto in casa

Un softbox – nel gergo fotografico – è uno strumento in grado di controllare la forma e la direzione della luce con l’obiettivo di renderla più soffusa, soffice e omogenea. Viene usato, come l’ombrello, soprattutto per attenuare l’effetto del flash o quello di una giornata particolarmente luminosa quando si desidera scattare un ritratto o per le riprese di un evento come un matrimonio. Sheldon, non aveva a casa né un softbox né un ombrello per fotografi, e ha usato al loro posto un sacchetto di plastica bianco gonfiato tipo palloncino. Lo ha posizionato davanti al flash e lo scatto è venuto benissimo, con la giusta luce.

Video in movimento

La seconda impresa di Sheldon era girare un video con il soggetto fermo ma con un effetto di movimento orizzontale che lo riprendesse da destra verso sinistra. Avrebbe potuto farlo senza alcun espediente, ma a mano libera non si ottengono mai risultati esaltanti, anche per i fotografi esperti: il rischio sono tremolii e sbalzi. Il nostro fotografo sudafricano, va in bagno, prende un asciugamano, lo piazza su un tavolino da salotto e ci piazza sopra la sua fotocamera. Inizia a girare mentre trascina l’asciugamano con sopra la macchina davanti al suo amico allungato sul divano. Non male come risultato.

Finto effetto bokeh

Bokeh è un termine giapponese che si riferisce a una sfocatura controllata dell’immagine e che consente di ottenere un doppio scopo. Il primo è di guidare l’occhio dell’osservatore a focalizzarsi esclusivamente sul soggetto o, addirittura su un dettaglio in particolare. In secondo luogo, riesce a creare degli effetti artistici, magici e surreali trasformando i raggi luminosi in bolle. Un fotografo è in grado di realizzare l’effetto bokeh mettendo a fuoco il soggetto e aprendo il più possibile il diaframma. Poi gioca con le distanze per modulare l’effetto. Sheldon non ha fatto nulla di tutto questo. Ha preso il suo Mac, ha cercato un’immagine con bolle colorate, ha messo sulla tastiera l’action figure di Spiderman davanti allo schermo e ha scattato la sua foto.

Effetto “lens flares”

Il fenomeno lens flare – in italiano “riflesso della lente” – si verifica quando nell’inquadratura sono presenti fonti di luce molto forti o la luce penetra lateralmente rispetto al sensore. I fotografi hanno sempre cercato di evitare questo effetto “indesiderato” perché rovinava lo scatto con la presenza di macchie luminose di diverse forme, strisce, e una generale perdita di contrasto. Non è mai stato un effetto voluto, capitava.  È un effetto che, però, ha i suoi vantaggi: migliorare il senso artistico di una fotografia. Sheldon è riuscito a riprodurlo usando un CD vuoto e muovendolo davanti all’obiettivo della fotocamera per creare degli effetti originali quanto imprevedibili.

Effetto “film burn”

È buffo pensare che, quello che per molti cineasti, proiezionisti e fotografi del passato era un vero “flagello” – come pellicole graffiate, macchiate, bruciate, sovraesposte o solarizzate – oggi diventa un effetto piuttosto richiesto. Stiamo parlando del “film burn“, un’immagine un tempo destinata a essere scartata perché rovinata da aloni che ricordano il colore del fuoco. Indovinate come lo ha ricreato Sheldon? Con un semplice fiammifero che muoveva davanti all’obiettivo mentre scattava. Anche in questo caso, un effetto (e trucco) da provare.

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