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Android O, novità per la batteria, notifiche e Picture in picture

Con un posto sul blog ufficiale, Google ha presentato la Developer Preview di Android O, l’ultimo aggiornamento del sistema operativo mobile

22 Marzo 2017 - Con un colpo a sorpresa, ma che era già stato preannunciato nei giorni precedenti, Google ha rilasciato la prima Developer Preview di Android O, il prossimo aggiornamento del sistema operativo mobile dell’azienda di Mountain View che andrà a sostituire Android Nougat.

Sul nome ancora nessuna ufficialità (più di qualcuno sostiene che la scelta alla fine potrebbe ricadere su Oreo, nota marca di biscotti) ma intanto Google ha anticipato le novità più interessanti. Il menu delle Impostazioni ha subito una leggero re-design per rendere più semplice l’utilizzo, mentre le performance e l’autonomia dello smartphone sarà migliorata grazie a un’ottimizzazione delle applicazioni in background. La modalità Picture in Picture, che permette di guardare un video mentre si naviga, sarà disponibile per tutti i dispositivi. Le ROM di Android O sono disponibili per il Nexus 5x, Nexus 6P, Pixel e Pixel XL e potranno essere scaricate direttamente dal sito della software house.

Android O: restrizioni in background

Ogni nuova versione del sistema operativo cerca di risolvere il problema della dell’autonomia dello smartphone e anche Android O porta una novità al riguardo. Lo staff di Google ha lavorato sulle applicazioni in background, che consumano batteria ma non vengono utilizzate dall’utente. Android O introduce delle limitazioni su cosa potranno e non potranno fare le applicazioni in background, nella speranza di allungare l’autonomia delle batterie. Il nuovo sistema andrà a lavorare su tre categorie: Servizi in Background e gli Aggiornamenti di Posizione.

Le nuove notifiche di Android O

Con Android Nougat le notifiche avevano subito un pesante aggiornamento, completato con Android O. Quando arriverà un notifica sullo smartphone, oltre alla visione completa del messaggio, facendo uno swipe verso destra appariranno due icone: con la prima sarà possibile posticipare la notifica di 15, 30, 45 o 60 minuti (come se fosse un promemoria), mentre con la seconda si potrà cambiare alcune impostazioni del messaggio (questa seconda funzione era già presente su Android Nougat). Inoltre, le notifiche potranno essere gestite direttamente per area tematica in modo da semplificare la vita all’utente.

API per l’auto-riempimento

Android O introduce una sorta di password manager che permetterà agli utenti di memorizzare i dati di accesso ai vari servizi e applicazioni in modo più semplice e sicuro. La funzionalità è simile all’auto-riempimento già presente nei browser e oltre a memorizzare le password, gli utenti potranno salvare anche gli indirizzi di posta elettronica e gli username.

Picture in picture su tutti i dispositivi

Picture in Picture è stata una delle funzionalità introdotto da Android Nougat più apprezzate dagli utenti, l’unico problema è che era limitata solo ad alcuni dispositivi. Con Picture in Picture gli utenti potevano continuare a vedere un video anche mentre navigavano con il browser o giocavano a un videogame. Con Android O, Google la rende disponibile per tutti i dispositivi senza nessuna restrizione. Mountain View lascerà molta libertà alle persone che potranno scegliere sia la forma che le dimensioni della finestra.

Font XML

Con Android O gli utenti potranno utilizzare tutti i font della famiglia XML e integrarli all’interno delle applicazioni di messaggistica istantanea.

Icone adattive

Per migliorare l’interfaccia utente del sistema operativo mobile, in Android O saranno introdotte le icone adattive che cambiano a seconda della grandezza e della forma del display dello smartphone. L’obiettivo è rendere Android perfetto a qualsiasi smartphone e non costringere gli utenti a cambiarlo dopo due o tre anni. Le icone adattive saranno disponibili nel launcher, nelle impostazioni e nelle schermate per condividere file.

Android O punta sulla connettività Bluetooth

Con il supporto al codec LDAC è stata migliorata la connessione con gli speaker e cuffie Bluetooth: l’audio dovrebbe essere migliore, così come le telefonate. Novità anche sul fronte del Wi-Fi con l’introduzione della modalità Wi-Fi Aware: i dispositivi vicini con un hardware adeguato potranno comunicare senza il bisogno di un access point.

Lavoro di gruppo

Lo sviluppo di Android O è stato possibile anche grazie all’aiuto di terze parti: ad esempio Sony ha risolto oltre 250 bug e aiutato a integrare 30 nuove funzionalità tra cui il codec LDAC.

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