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SICUREZZA INFORMATICA

Attacco hacker mette KO parte del darkweb. Chiesto riscatto in Bitcoin

Un gruppo legato ad Anonymous ha reso inaccessibili oltre 10.000 portali dell’universo del darkweb, chiedendo un riscatto di circa 100 dollari

Brutto fine settimana per gli utenti del dark web. Come in molti avranno notato, infatti, tutti i portali TOR afferenti alla “galassia” Freedom Hosting II sono stati resi irraggiungibili da un attacco hacker da affiliati Anonymous. Stando alla ricercatrice di sicurezza informatica Sarah Jamie Lewis, infatti, i siti di Freedom Hosting II equivarrebbero al 20% del dark web.

Il servizio di hosting, infatti, dava ospitalità a circa 10 mila portali del “web oscuro” riguardanti gli argomenti più vari: dal whistleblowing allo scambio di Bitcoin (la moneta crittografica digitale che è arrivata a toccare una quotazione di circa 1.000 dollari), passando per blog personali e forum a sfondo politico. Nel messaggio lasciato dall’hacker ai gestori dei vari portali TOR si possono leggere le modalità con le quali è stato possibile mettere KO oltre 10 mila siti in un colpo solo e una richiesta di ricatto di 0,1 Bitcoin (circa 100 dollari, ma non si sa se sia una richiesta seria oppure una burla del pirata informatico).

Le cause dell’attacco hacker a Freedom Hosting II

Messaggio dell'hacker ai gestori di Freedom Hosting IIFonte foto: web
Il messaggio lasciato dall’hacker ai gestori di Freedom Hosting II

Nel suo messaggio, il cybercriminale affiliato ad Anonymous spiega anche le motivazioni che lo hanno spinto a entrare in azione. Anche se i gestori del servizio di hosting affermano di avere “tolleranza zero” nei confronti della pedopornografia, più del 50% dei contenuti ospitati nei 10 mila siti era rappresentato da video e foto a sfondo sessuale con bambini come protagonisti. Come se non bastasse, diverse centinaia di portali erano utilizzati per truffe e frodi finanziare utili a mantenere in vita lo stesso Freedom Hosting II.

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