SMART EVOLUTION

Le automobili connesse collaborano per evitare incidenti stradali

I veicoli, con o senza conducente, sono già in grado di condividere informazioni tra loro grazie a un sistema Wi-Fi sviluppato da un team di scienziati svizzeri

Un team di ricercatori dell’EPFL (École Polytechnique Fédérale de Lausanne) ha sviluppato un algoritmo per veicoli a guida autonoma in grado di operare nel traffico a fianco di auto guidate in maniera “tradizionale”. Si tratta di un passo fondamentale nel percorso che porta alla guida autonoma che dovrebbe avvenire entro il 2030.

Una cosa è certa: un giorno le nostre auto guideranno da sole. Ma il team svizzero si è chiesto come realizzare il passaggio dai pochi veicoli autonomi e collegati oggi tra loro a un vero e proprio sistema intelligente che offra sicurezza avanzata, comfort e un funzionamento affidabile in soli 15 anni. I ricercatori del progetto europeo AutoNet2030 sono convinti che il “traguardo” possa essere raggiunto grazie all’unione di tecnologie di guida assistita e la comunicazione tra i veicoli. E hanno recentemente dimostrato che auto – con o senza conducenti – sono in grado di muoversi a velocità sostenuta nel traffico, su strade a più corsie, in modo autonomo e in condizioni reali. Tutto grazie a un algoritmo di controllo che gestisce le manovre scambiandosi informazioni.

Più sicurezza sulle strade?

I veicoli hanno adesso a disposizione un protocollo basato su Wi-Fi che consente loro di scambiarsi informazioni. Questa tecnologia, unita a una serie di dispositivi alla base della guida assistita – come GPS, laser, fotocamere e vari sensori – consente alle auto di guidare senza nessuno al volante. Lo scopo dei ricercatori dell’EPFL è rendere le self-driving car più sicure e per raggiungere questo scopo il sistema di comunicazione deve essere esteso a tutti i veicoli, con o senza conducente, per evitare spiacevoli sorprese. Hanno, quindi, messo alla prova il loro sistema su tre veicoli, tra cui un camion a guida autonoma e due normali auto, e li hanno fatti circolare su una strada pubblica come se fossero un’unità a se stante. I veicoli – lavorando in team e con l’ausilio di un gran numero di sensori – sono stati in grado di anticipare i movimenti delle altre auto rendendo più sicuro il cambiamento di corsia.

(tratto da YouTube)

Convoglio autogestito

I veicoli – secondo lo schema proposto dal Politecnico di Losanna – possono viaggiare insieme come un convoglio dove nessuno ricopre il ruolo di “leader”. Esattamente il contrario: lavorano in gruppo con altri veicoli nelle immediate vicinanze, condividendo le informazioni in arrivo da GPS, laser, videocamera e altri del sensore via Wi-Fi. Ogni veicolo, in questo modo, può trarre vantaggio dagli “occhi” del suo vicino di “strada”, ricevere dati su eventuali situazioni di pericolo per meglio coordinare i suoi movimenti. Il sistema, come accennato, è gestito da speciali algoritmi che permettono alle vetture «di collaborare e comportarsi come un gruppo anche complesso» spiega il ricercatore svizzero Alcherio Martinoli. Questa abilità consente al convoglio di riorganizzarsi in qualsiasi momento e adattarsi quando altri veicoli si uniscono al gruppo, cambiano corsia o escono. «Quando un veicolo vuole unirsi a un gruppo, invia uno speciale messaggio e gli altri si riorganizzano di conseguenza per fargli spazio» tiene a precisare Guillaume Jornod, un altro ricercatore del progetto. «È vero che un esperimento con solo tre vetture non è molto» conclude Martinoli «ma per la prima volta siamo stati in grado di confermare quello che avevamo ottenuto solo tramite simulazioni al computer». C’è quindi da sperare che, con l’aumento della domanda da parte delle case automobilistiche, saremo in grado di migliorare questo sistema di convoglio a più corsie, si augura Martinoli.

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