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SICUREZZA INFORMATICA

Solo una banca su cinque è in grado di riconoscere un attacco hacker

I consumatori hanno invece piena fiducia negli istituti finanziari: appena il 3% pensa che la sua banca ha subito una violazione informatica

Una delle principali ragioni che spinge i risparmiatori a preferire una banca a un’altra, è l’affidabilità. Soprattutto per quanto riguarda la sicurezza informatica. Molti consumatori sono convinti che la maggior parte degli istituti bancari sono in grado di proteggersi dagli hacker.

Lo stesso invece non si potrebbe dire se si girasse la stessa domanda ai dipendenti delle banche. Solo un executive bancario su cinque dichiara infatti di essere preparato a riconoscere e affrontare una minaccia alla cyber security. È quanto emerge da uno studio condotto e pubblicato dal Digital Transformation Institute di Capgemini, azienda operante nel settore della consulenza informatica. Secondo i dati forniti dall’indagine, quasi tutte le persone intervistate si fidano ciecamente del sistema di sicurezza delle banche e pensano che i propri dati siano al sicuro da possibili violazioni informatiche.

Ci sarà maggiore consapevolezza con il GDPR

Sempre facendo riferimento ai risultati dell’analisi, realizzata da Capgemini in otto paesi su circa 7600 consumatori e 180 esperti in sicurezza informatica bancaria, si evince che appena il 3% dei risparmiatori sembrerebbe preoccuparsi alla cyber security. Nonostante le banche spesso comunichino di aver subito una violazione. La situazione però potrebbe presto cambiare: il General Data Protection Regulation (GDPR), il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali, obbligherà infatti gli istituti bancari e finanziari a divulgare tutti i casi di intromissione informatica entro 72 ore. In questo modo aumenterà da un lato la consapevolezza dei consumatori, ma dall’altro diminuirà la loro fiducia nella cyber security delle banche.

Un anno per migliorare i sistemi di sicurezza delle banche

Le banche hanno poco meno di un anno – il GDPR entrerà infatti in vigore a maggio 2018 – per rafforzare i loro sistemi di sicurezza ed evitare così di perdere i propri clienti. Un istituto violato dagli hacker è considerato infatti meno affidabile dai risparmiatori. Circa il 74 % dei consumatori, come emerge dall’indagine di Capgemeni, cambierebbe istituto finanziario o sarebbe meno incline a effettuare investimenti in futuro. Le banche negli anni hanno speso tanti soldi nella sicurezza informatica, ma ancora oggi una parte degli istituti finanziari, anche a causa della continua crescita delle minacce, sembrerebbe non avere un chiaro piano per proteggere i dati degli utenti.

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