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Come costruire una stampante 3D in casa spendendo meno di 50 euro

Lettori CD/DVD e altre vecchie componenti che è possibile trovare in casa possono tornare utili per la costruzione di una stampante 3D

Quando si ascolta o si legge la parola stampa 3D, nell’immaginario comune il pensiero corre immediatamente a strumenti complicati, voluminosi e soprattutto molto cari. In parte è vero, per lo più per quanto riguarda l’aspetto economico, ma non è sempre così.

Negli anni i prezzi delle stampanti 3D sono comunque calati drasticamente. Anche se la maggior parte non è ancora accessibile a tutti. Il costo medio di una buona stampante oscilla infatti tra i 300 e i 500 euro. Quindi cosa è possibile fare per avere a casa una stampante 3D? Una soluzione ci sarebbe e potrebbe essere quella di ricorrere al caro e sempre utile fai-da-te. Costruire una stampante 3D non è certo alla portata di tutti, ovviamente, ma con l’aiuto di alcuni consigli è possibile realizzarne una in casa e senza spendere una fortuna.

Costruire una stampante 3D: il know-how

Secondo alcuni calcoli, con un budget massimo tra i 50 e i 60 euro sarebbe possibile costruire una stampante 3D. Un elemento che certamente non può, e non deve mancare, è la passione. Passione che, come detto, deve essere accompagnata da un minimo di conoscenza della materia. Senza il giusto know-how, sviluppare una stampante 3D sarebbe, infatti, davvero impossibile. Innanzitutto è necessario avere una nozione generale di come funzionano i sistemi CNC, ovvero le macchine a controllo numerico utilizzate nelle fabbriche.

Riciclare i vecchi pc

E poi è fondamentale capire come assemblare i vari pezzi. Pezzi che non sempre devono essere acquistati. Alcuni di essi, infatti, possono essere recuperati anche in casa. Per risparmiare è, quindi, importante ricorrere al riciclo, altrimenti il costo lieviterebbe tantissimo. Le componenti dei vecchi computer possono tornare utili, come ad esempio i motori contenuti nei lettori CD/DVD e in quelli negli ormai preistorici Floppy Disc. Un discorso simile vale anche per i cavi di alimentazione. In media sarebbe possibile recuperare quasi l’80% dei pezzi.

Utilizzare software gratuiti

Un ruolo importante poi è giocato dai software che servono per controllare la stampante 3D fatta in casa e che possono essere scaricati gratuitamente da internet. Alla fine si otterrà una stampante 3D in grado di realizzare piccoli elementi. Non certo come quelle professionali, ma sempre utile e soprattutto spendendo pochi soldi.

 

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