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SICUREZZA INFORMATICA

Cyberbullismo, il Movimento dei genitori italiani scende in campo

L'azienda specializzata in soluzioni di sicurezza informatica si unisce nella lotta contro il cyberbullismo, sostenendo il Movimento Italiano Genitore

Non solo istituzioni e media. Si allarga la platea dei soggetti impegnati nella lotta contro il cyberbullismo, un fenomeno sociale, purtroppo, in continua ascesa. Anche Trend Micro, nota azienda specializzata in sicurezza informatica, ha deciso infatti di giocare la sua parte.

L’obiettivo, come scrive la multinazionale in una nota, è promuovere un utilizzo consapevole del web. E per portare avanti il suo impegno Trend Micro ha deciso di sostenere il Movimento Italiano Genitore (MOIGE), un’associazione che da anni combatte per la tutela di bambini e adolescenti. Trend Micro prenderà parte anche al nuovo progetto “Giovani ambasciatori contro il bullismo e il cyberbullismo per un web sicuro”, un’iniziativa che coinvolgerà studenti, associazioni e istituzioni e che verrà promossa nelle scuole medie di 15 regioni. La proposta di Trend Micro arriva in concomitanza del Safer Internet Day, un progetto ideato dall’Unione Europea per favorire un uso responsabile del web soprattutto tra i minori.

Uniti contro il cyberbullismo

Per presentare l’iniziativa Trend Micro ha scelto il Dipartimento di Pubblica Sicurezza dove sono stati comunicati, si legge sempre nel comunicato dell’azienda, i primi dati relativi a uno studio condotto dall’Università La Sapienza di Roma proprio sul cyberbullismo. Il progetto, che vedrà Trend Micro collaborare con MOIGE, rientra all’interno del Safety For Kids And Family, una serie di attività di volontariato che la multinazionale conduce da anni a favore di famiglie, ragazzi e insegnanti e che hanno come oggetto la promozione di un uso corretto del web.

“La protezione ed educazione dei minori – ha affermato Carla Targa, Marketing & Communications Manager Trend Micro Italia – è un aspetto fondamentale poiché da un lato aiuta a tutelarli dai pericoli e dai rischi che un utilizzo scorretto e inconsapevole del web può comportare, dall’altro permette di formare i cittadini digitali del futuro”

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