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Ecco Bruno il vostro pizzaiolo di fiducia che è anche un robot

La startup statunitense Zume presenta il suo innovativo macchinario capace di infornare 288 pizze all’ora, e dal 2017 gestirà tutta la fase di preparazione

Scusate, c’è un robot sulla mia pizza. A Napoli sono già sul piede di guerra ma l’innovazione è di quelle da tenere d’occhio nel campo della ristorazione. La startup Zume, basata nella Silicon Valley che offre i suoi servizi a Mountain View, ha presentato Bruno, l’amico robot dei pizzaioli.

Un robot in cucina

Il lavoro di Bruno non è molto creativo, ma lui sin qui non si è mai lamentato. Dalle 10 di mattina alle 11 di sera, grazie al suo braccio meccanico, Bruno raccoglie le pizze condite e le inforna. Mai un errore, mai una pausa sigaretta e nemmeno un ritardo. Bruno è un impiegato modello. A qualcuno sarà già venuta la fobia: ora anche i robot ci rubano il lavoro? Tranquilli, Julia Collins, co-fondatrice e co-Ceo di Zume Pizza, assicura che questo tipo d’innovazione non toglierà posti di lavoro a noi semplici umani. Anzi, la finalità è semplificare il lavoro dei colleghi meno “stakanovisti” di Bruno.

Piena automazione

Il problema è che in casa Zume garantiscono qualcosa ma in senso tecnologico vanno verso un’altra direzione. Bruno per ora, infatti, inforna e sforna solamente le pizze. Il solamente è eufemistico visto che può farlo 288 volte in un’ora. La start-up, in collaborazione con ABB Robotics, vuole ulteriormente migliorare il macchinario per renderlo capace di stendere i panetti e condirli. Quando questo accadrà, loro sperano nei primi mesi del 2017, i pizzaioli verranno reinseriti in nuovi compiti.

Fast food 2.0

Momentum MachinesFonte foto: Web
Momentum Machines

Bruno non è il primo caso di robot interno alle cucine dei ristoranti statunitensi. E l’utilizzo di questi macchinari, precisi e veloci, si sta espandendo sempre più nel settore dell’industria dei fast-food. Già dal 2012 un robot di Momentum Machines fu chiamato in causa per affettare, grigliare e assemblare gli hamburger. Nel 2015 una catena di cibo vegetariano a San Francisco si dotò di una tecnologia all’avanguardia nella prenotazione dei piatti, diminuendo code o errori. Ora è vero che tutte queste aziende hanno garantito che le loro innovazioni porteranno posti di lavoro invece che toglierli. Ma è anche vero che le assunzioni che garantiscono riguardano principalmente l’assistenza tecnica e il web design. Non esattamente la competenza base di un pizzaiolo. Inoltre va considerato che nel solo mercato del lavoro statunitense sono oltre 3,7 milioni i lavoratori nelle catene di fast-food. Per la maggior parte sono giovani e con un’istruzione formale basica.

 

E i portapizza?

Vi ricordate i ragazzini a bordo di vecchi scooter che in una notte giravano mezza città per consegnare pizze? Ecco, in Italia esistono ancora mentre nella Silicon Valley stanno per essere un lontano ricordo. Zume, infatti, oltre Bruno e i suoi “colleghi” robot, capaci di prendere le ordinazioni in maniera perfetta, sta pensando a un furgone di ultima generazione per la consegna delle pizze. Niente ritardi e niente consegne di prodotti freddi. La pizza, infatti, verrà cotta direttamente durante la consegna. L’azienda conta in questo modo di ridurre il tempo necessario per completare un ordine a soli cinque minuti. La consegna è il punto chiave per l’azienda che spera di avvantaggiarsi sulla concorrenza, su tutti di Domino’s Pizza e Pizza Hut, proprio in merito alle tempistiche.

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