Facebook lancia nuovi strumenti per emergenze e utenti in difficoltà

Facebook, in occasione del primo Social Good Forum, annuncia nuovi strumenti per mettere nelle condizioni gli utenti ad aiutarsi a vicenda in caso di calamità naturali, crisi o abusi

Facebook, come spiega Mark Zuckerberg nel video di apertura del primo Social Good Forum, è una comunità di utenti che spesso usa il social network per chiedere e ricevere aiuto da amici, o anche da sconosciuti, in caso di terremoti, incendi, abusi o anche solo di crisi personali.

È un tipo di aiuto spontaneo e genuino che, secondo il CEO di Facebook, andava coordinato meglio tramite degli strumenti appropriati e semplici da usare. Ecco allora che arrivano sul social il Community Help che va a unirsi al Safety Check, un sistema che Facebook attiva in situazioni di crisi come, per esempio, una calamità naturale, per consentire ad amici e parenti di mettersi in contatto tra loro per far sapere che stavano bene. Ma le novità presentate al Social Good Forum vanno ben oltre questi due tool. Scopriamo cos’altro ha in mente Facebook per aiutare i propri utenti ora e nel prossimo futuro.

Safety Check e Community Help

Le persone usano Facebook, sempre più spesso, per far sapere ad amici e familiari che stanno bene in caso di una crisi. Il social network ha, quindi, lanciato lo strumento Safety Check nel 2014 proprio per facilitare questo importante scambio di informazioni tra le persone. Se prima, però, era Facebook che decideva quando attivare il servizio, adesso Safety Check può essere innescato dalla comunità. Facebook, quando molti utenti pubblicano post su un episodio in una data area, chiederà loro se stanno bene, e una volta verificato che sono “in salvo”, la notifica verrà inviata in automatico a tutti i loro parenti e amici. Ma «anche se stai bene» – come ha spiegato Naomi Gleit – «questo non significa che tu non abbia bisogno di aiuto.» E con queste parole che la Vice Presidente di Social Good introduce il Community Help, uno strumento in fase di test che partirà agli inizi del prossimo anno, e che ha come obiettivo di permettere alle persone di chiedere aiuto e di offrire aiuto in caso di situazioni critiche. Aiuto inteso come un riparo, cibo e beni di prima necessità dopo una calamità naturale o una situazione di estremo pericolo.

Facebook Community helpFonte foto: Facebook
Interfaccia utente di Facebook community help

Donate, donate, donate

Altra novità annunciata al Facebook Social Good Forum è lo strumento Fundraiser. Un’iniziativa già partita lo scorso giugno che ha consentito a un primo gruppo di organizzazioni non profit di raccogliere fondi direttamente tramite il social network. Oggi questo strumento si sta espandendo e consentirà alle persone di chiedere un aiuto economico senza scopo di lucro fino a un massimo di 750.000 dollari da destinare a qualche iniziativa benefica. Basta aderire all’iniziativa e aggiungere al proprio profilo il pulsante “donate” vicino a un post o video. Facebook, inoltre, si sta muovendo autonomamente in questa direzione instaurando partnership come, per esempio, con la Fondazione di Bill & Melinda Gates e con Movember, sempre per la raccolta di fondi.

Strumenti per campagne di fundraisingFonte foto: Facebook
Strumenti per campagne di fundraising

Altri strumenti per il bene comune

Non è chiaro se siano una novità o meno, ma Facebook in occasione Social Good Forum ha accennato anche ad altri due strumenti: l’Amber Alerts e il Suicide Prevention Tool. L’Amber Alerts è un programma che si focalizza sul ritrovamento di bambini scomparsi in collaborazione con il National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC) e l’International Centre for Missing & Exploited Children (ICMEC). Facebook, quando viene attivato un AMBER Alerts, invia a tutti gli utenti della zona un allarme con le informazioni del bambino scomparso. È uno strumento attivo, al momento, solo negli Stati Uniti, Canada, Corea, Paesi Bassi, Regno Unito, Grecia, Messico e Malesia. C’è, infine, il Suicide Prevention Tool, non meno importante. Qui c’è poco da spiegare: Facebook controlla i post con contenuti autolesionisti o collegati al suicidio quando un utente gli viene segnalata da amici e parenti. Il social fornisce un primo supporto alla persona con intenzioni suicide, per poi informare i servizi di emergenza locali. Il social network ha ampliato questo strumento di prevenzione a livello globale e oggi collabora con più di 50 organizzazioni di assistenza telefonica in tutto il mondo.

 

(video in apertura tratto dal comunicato stampa)

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