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Facebook, le 5 cose che è meglio non postare sul proprio account

Spesso non ci rendiamo conto ma sui social inseriamo informazioni riservate su noi stessi e questo può creare diversi problemi, vediamo cosa non pubblicare mai

Facebook è una banca dati. Ognuno di noi sul social network di Mark Zuckerberg posta continuamente informazioni riservate che in altri canali non si sognerebbe mai di condividere. Aggiornando le impostazioni di privacy ci sentiamo al sicuro. Ma chi guarda realmente i nostri dati all’interno del social?

Partiamo dicendo che se abbiamo aggiornato le impostazioni della privacy abbiamo già fatto un piccolo passo in avanti per tutelare la nostra privacy, ma tutto questo non basta. Un account di un nostro amico, infatti, potrebbe essere hackerato e in questo modo anche il cyber criminale avrebbe accesso alle nostre informazioni. Stesso discorso se accettiamo la richiesta di amicizia della persona sbagliata. Tutto ciò che pubblichiamo su Facebook potrebbe non restare solo circoscritto alla nostra cerchia di amici. Vediamo allora le cinque cose che non bisognerebbe mai postare sul social più famoso.

Data di nascita

Ricevere gli auguri il giorno del compleanno è una cosa che fa piacere a tutti. Su Facebook si possono ricevere gli auguri anche da centinaia di persone, compreso quell’ex compagno di classe che spesso abbiamo incontrato per strada ma ha fatto finta di non riconoscerci. Questa gioia da condivisione del proprio compleanno però potrebbe portare a brutti scherzi. Fornendo per intero la nostra data di nascita, infatti, stiamo inserendo in rete un terzo della nostra identità a un potenziale malintenzionato. Curioso inoltre sapere che gli altri due dati sono il nome (anche quello ben visibile sul social) e l’indirizzo di residenza. Se proprio non vogliamo togliere la data di nascita dal nostro profilo, cancelliamo almeno l’anno.

La situazione sentimentale

Annunciare al mondo di essere tornati single è un chiaro messaggio, per l’ex partner e per i nostri amici. Però è anche un’informazione strettamente riservata che potrebbe dare il via a delle molestie da parte di stalker o criminali. Evitiamo sempre di postare questo dato su di noi su Facebook e parliamone di persona solamente con le persone più fidate.

La propria posizione

Su Facebook c’è una sindrome che potrebbe essere definita come il disturbo “Ciao mamma guarda come mi diverto”. Si tratta di postare in continuazione delle foto di ciò che si sta facendo inserendo anche la propria posizione. In ufficio, a casa, al mare, al cinema. In ogni istante le persone possono sapere dove ci troviamo. Certo se abbiamo una vita movimentata potremo anche generare invidia ai nostri contatti ma soprattutto rischiamo di trovare la casa svaligiata al nostro rientro. Se facciamo una vacanza lunga evitiamo di postare foto e caricare la posizione. Possiamo sempre creare un album al rientro dalle ferie. L’invidia si genererà uguale, mentre i ladri rimarranno ignari di tutto.

Fare attenzione a cosa si scrive

C’è un aspetto che i genitori sottovalutano ma che rappresenta un grave pericolo. Quando si lascia a casa da solo per la prima volta il proprio figlio adolescente è possibile che questo pervaso dal senso di libertà pubblichi questa informazione su Facebook. Per un ladro o un malintenzionato potrebbe essere un’informazione interessante, per nostro figlio un passo falso molto rischioso.

Le immagini dei bambini

Avere un figlio è una gioia immensa, che va anche condivisa con parenti e amici. Al giorno d’oggi il modo più facile per farlo è pubblicare delle foto sui vari social. Il primo giorno in ospedale, l’arrivo a casa, la prima pappa, i primi passi o la prima parola. C’è una foto per ogni occasione. Ma prestiamo molta attenzione. Evitiamo sempre di taggare parenti e amici in queste foto, se possibile oscuriamo il volto del piccolo e non inseriamo informazioni troppo riservate sul bebè. Pedofili e criminali potrebbero usare tutte queste informazioni per provocare diversi problemi al piccolo e alla famiglia. Insomma utilizziamo i social evitando di postare informazioni che nella vita reale faticheremo maggiormente a concedere a dei semplici conoscenti o a dei quasi sconosciuti.

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