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Falla Airdroid, oltre 20 milioni di utenti Android a rischio

La sicurezza dell’app ha una crittografia semplice da decifrare. Per un cyber criminale potrebbe essere facile rubare i dati e gestire da remoto i dispositivi altrui

Per anni nell’uso dei dispositivi tecnologici la parola d’ordine è stata la comodità. Ora che la nostra vita inizia ad avere due presenze ben distinte tra mondo reale e digitale il leitmotiv è la sicurezza. Anche a discapito di una piccola dose di comodità. Attenzione allora se siete utenti abituali dell’app AirDroid.

Per chi non la conoscesse, AirDroid è un’applicazione molto comoda che permette di collegare lo smartphone al computer senza che ci sia bisogno di utilizzare cavi, ma sfruttando il Wi-Fi di casa o dell’ufficio. Peccato, però, che AirDroid potrebbe nascondere una sorpresa poco piacevole. Secondo la società di sicurezza informatica Zimperium, da almeno sei mesi a questa parte l’app per la gestione da remoto dello smartphone rappresenta un rischio gli utenti. Una falla nel sistema di crittografia, infatti, può consentire a qualsiasi cyber criminale di rubare i dati degli utenti, o di gestire da remoto i loro dispositivi. Il tutto in maniera relativamente semplice. Un problema non da poco se consideriamo che AirDroid è stato scaricato almeno 20 milioni di volte su Google Play Store.

Come possono attaccarci gli hacker su AirDroid

Il metodo utilizzato per prendere possesso dei nostri dati o dispositivi sfruttando AirDroid è molto semplice. Il cyber criminale, sfruttando la falla nella sicurezza costringerà il nostro device a un aggiornamento fraudolento. Una volta aggiornato il sistema l’hacker avrà pieno accesso ai nostri dati sensibili e potrà usare il dispositivo da remoto.

Laptop con ficus su privacyFonte foto: Shutterstock
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In più potrà venire a conoscenza anche di dati particolari dello smartphone stesso, come l’IMEI o IMSI. Il primo è un codice composto da 15 cifre che consente di identificare in maniera univoca i telefoni cellulari. Utile se si perde lo smartphone o ci viene rubato. Il secondo è il codice che identifica una coppia SIM-operatore telefonico, ossia la SIM all’interno di una rete GSM di un certo operatore. Il codice IMSI è lungo 15 cifre.

 

(video in apertura tratto da YouTube)

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