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FBI, 1 milione di dollari per sbloccare un iPhone

Per sbloccare l'iPhone 5C di uno degli attentatori della strage di San Bernardino in California i federali sborsarono più di 900 mila dollari

9 Maggio 2017 - La strage di San Bernardino, dove persero la vita 14 persone, messa in atto da Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, fece discutere a lungo anche a causa dell’FBI che chiese ad Apple lo sblocco di un iPhone 5C, per avere maggiori informazioni su uno degli attentatori. Sblocco che Cupertino rifiutò pubblicamente.

Apple giustificò il diniego dicendo che creare una back door che desse accesso a quel terminale avrebbe messo a rischio gran parte degli utenti iOS. Lo sblocco avrebbe causato dunque delle implicazioni troppo grandi per la privacy dei possessori di un iPhone. Dopo alcuni mesi di diatribe e di accuse reciproche l’FBI trovo il modo per sbloccare l’iPhone e riuscire a prenderne possesso. Per riuscire in quest’operazione l’FBI dovette acquistare un software specifico. E per riuscirci i federali non hanno badato a spese. La senatrice Dianne Feinstein ha infatti rivelato che in quell’occasione l’FBI pagò circa 900mila dollari per riuscire a craccare lo smartphone dell’attentatore.

Nessuna informazione sul software utilizzato

Si tratta comunque di una cifra più bassa rispetto a quella ipotizzata lo scorso anno. In base alle dichiarazioni del direttore dell’agenzia James Comey, e dei conteggi di Reuters, subito dopo l’accaduto si parlò di un milione e trecentomila dollari sborsati dai federali per avere accesso all’iPhone 5C. L’indiscrezione è emersa dopo un’audizione dello stesso Comey con la senatrice Feinstein, mentre in precedenza si era tenuto il massimo riserbo sulla vicenda. Tanto che al momento, anche se ci sono diverse ipotesi, non si sa quale software sia stato utilizzato per lo sblocco dell’iPhone.

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