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IBM, le prospettive italiane per l'industria 4.0

IBM punta a giocare un ruolo di primaria importanza nel favorire il percorso di digitalizzazione delle imprese italiane grazie all'intelligenza artificiale

Nonostante il processo di digitalizzazione sia iniziato anche in Italia, ancora è tanta la strada da percorre per portare le piccole e medie imprese, cuore dell’economia del Bel Paese, agli standard europei. Ma c’è un’azienda che punta molto sul made in Italy: il suo nome è IBM.

Secondo Big Blue, così è anche conosciuta la società americana, un’azienda oggi non può prescindere dalla centralizzazione dei dati e dalla loro analisi in tempo reale. Per IBM un’impresa dovrebbe ricorrere a soluzioni di tipo cognitivo, ossia basare il tessuto aziendale su sistemi cloud. La fabbrica, insomma, dovrebbe diventare intelligente, ossia sfruttare le risorse che la tecnologia mette a disposizione per migliorare il processo produttivo. E un aiuto potrebbe arrivare da Watson IoT, il sistema di IBM che governa gli oggetti dell’Internet of Things, elementi fondamentali nell’azienda di oggi.

Come Watson potrà migliorare le imprese italiane

L’Italia, grazie anche agli ultimi interventi governativi, lentamente si sta avvicinando verso l’Industria 4.0, ossia verso l’automazione industriale che impiega le ultime tecnologie per ottimizzare tutta la catena del valore. E le soluzioni di cognitive computing offerte da IBM potrebbero favorire la digitalizzazione del sistema imprenditoriale italiano. La società statunitense punta soprattutto su Watson. Il sistema si basa sull’intelligenza artificiale e sul machine learning. Watson, ad esempio, potrà essere utilizzato per gestire l’intero processo produttivo e curare sia i meccanismi interni (macchine, dati) e sia quelli esterni (fornitori, clienti) e senza che sia sempre necessario il diretto intervento umano.

Ostacoli da superare

Soluzioni tecnologiche a parte, c’è ancora tanto da fare per completare il processo di digitalizzazione delle aziende italiane. Permangono, infatti, numerosi ostacoli che, purtroppo, rallentano l’adozione delle nuove tecnologie nelle fabbriche. Accanto alla resistenza culturale, dovuta soprattutto all’incapacità di molti imprenditori italiani di capire i reali vantaggi della digital economy, ci sono ritardi infrastrutturali, che ancora non sono stati colmati.

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