IBM-Watson Fonte foto: Clockready | Wikimedia
SICUREZZA INFORMATICA

IBM Watson punta a diventare il paladino della Cyber Security

Watson, super computer di IBM, ha una nuova missione: aiutare le aziende a combattere la criminalità informatica con le armi della potenza di calcolo cognitivo

IBM ha annunciato che Watson Cyber Security è ormai pronto per scendere in campo per identificare e combattere le minacce hacker potenzialmente pericolose. L’intelligenza artificiale (AI) di Watson è stata sottoposta a un anno di training al fine di aiutare gli analisti a meglio comprendere le informazioni di cui hanno bisogno per svolgere ogni giorno il proprio lavoro.

Watson for Cyber Security, a questo punto, sarà integrato nella nuova piattaforma SOC Cognitive di IBM. Questa soluzione unirà la componente di comprensione cognitiva con la capacità di leggere e rispondere alle minacce a tutto campo, dai PC alle reti, dagli utenti al software che opera in modalità cloud. L’elemento chiave, spiega IBM, è l’IBM Qradar Advisor with Watson che attinge dal database di informazioni sulla sicurezza di Watson e le mette in relazione con le minacce segnalate dalla piattaforma. I primi a usare Watson for Cyber Security saranno Avnet, Sopra Steria e l’University of New Brunswick.

Comandi vocali

IBM prevede, inoltre, di dotare Watson di un assistente vocale – di nome Havyn – in grado di rispondere ai comandi e alle richieste degli analisti della sicurezza in un linguaggio naturale. Il progetto Havyn si collega alle API (Application Programming Interface) di Watson, ossia a degli appositi strumenti di programmazione, e usa BlueMix e IBM Cloud per fornire una risposta in tempo reale alle richieste e ai comandi, all’accesso ai dati da sistemi open-source di Security Intelligence – tra cui IBM X-Force Exchange – così come a specifici dati storici di un cliente e ai suoi strumenti di sicurezza.

Intelligenza cognitiva

Gli strumenti di calcolo cognitivo e di intelligenza artificiale sono in grado di fornire un alto livello di interpretazione e, confrontare le minacce con le informazioni contenute nel database – tra cui blog, siti web specializzati in security, ricerche e altre fonti di settore – rappresenta un approccio relativamente nuovo nel campo della sicurezza. Non a caso, fa notare IBM, solo il 7% dei professionisti nel campo della sicurezza informatica usano attualmente strumenti cognitivi, ma il loro numero triplicherà nel giro di solo due o tre anni.

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