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Internet non è “umano”, più della metà del traffico è gestita da bot

Secondo un recente rapporto pubblicato anche da Axios oltre la metà del traffico in Rete è generato da bot. Molti di questi sono anche dannosi per gli utenti

Quando pensiamo al web spesso immaginiamo una grande rete in grado di unire le persone. Volti sconosciuti o conosciuti dall’altra parte dei display di PC, smartphone o tablet. Ma gli esseri umani, stando alle recenti ricerche, non sono gli unici “abitanti” della Rete.

Stando a un recente rapporto mostrato da Axios la maggior parte del traffico in Internet non è composto da esseri umani ma da bot. Si tratta di applicazioni software pensate per fare un po’ di tutto. Dal generare messaggi pubblicitari o pro Trump su Twitter fino alla scansione del web per fornire migliori risultati di ricerca. Ovviamente esistono bot utilizzati in maniera utile e altri in maniera maligna. Un po’ come esistono utenti umani buoni e cyber criminali. Per fortuna nel 2016 l’utilizzo di “bot benevoli” è cresciuto, mentre l’uso di quelli dannosi è rimasto pressoché invariato rispetto al 2015.

Differenze tra tipologie di bot

Se vi state chiedendo che differenze ci sono tra un bot benevolo e uno dannoso, la risposta è molto semplice. I bot utili sono quelli realizzati per affinare i risultati mostrati dai motori di ricerca. Ma anche quelli che monitorano l’esperienza dell’utente sul web con l’unico fine di migliorare la navigazione e non di spiarci. I bot dannosi sono al contrario tutti quelli progettati per rubare dei contenuti o dei dati d’acceso, per sovraccaricare un server e così via. Questi generano anche un mercato di annunci fraudolenti che secondo le ultime stime si aggira sui 7 miliardi di dollari annui. E la cosa che fa più effetto è che su Internet ci sono più bot di questo tipo che persone fisiche.

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