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SICUREZZA INFORMATICA

Italia nel mirino degli hacker, le piccole aziende le più a rischio

Il nostro Paese è entrato nella top 10 delle nazioni più colpite dai cyber criminali, intanto la Sapienza attiva il primo corso di laurea in Cybersecurity

Entrare in classifica non è sempre un motivo di vanto. E dunque c’è poco da festeggiare nell’ingresso dell’Italia nella top 10 dei Paesi più colpiti dagli hacker. I dati degli italiani sono costantemente a rischio, dalle istituzioni ai semplici cittadini, con un rischio maggiore per le piccole e medie imprese.

Tra il 2016 e l’inizio del 2017 il nostro Paese ha visto un’impennata dagli attacchi hacker. C’è stata la vicenda Eyepyramid, costituita da malware creati ad hoc per spiare le e-mail e le conversazioni di noti esponenti della politica. Senza dimenticare lo scandalo degli attacchi hacker alla Farnesina nel 2016, riportati poche settimane fa dal quotidiano britannico The Guardian. E nello stesso periodo il Clusit nel suo report inserisce l’Italia come uno dei primi obiettivi mondiali per i cyber criminali. Non a caso a metà febbraio il Governo ha aggiornato il decreto ministeriale in materia di sicurezza informatica.

I pericoli per le PMI

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Sin qui però abbiamo parlato di istituzioni e grandi realtà, nell’incontro tenutosi all’Università la Sapienza, in merito all’Italian CyberSecurity Report 2016, realizzato dal CIS-Sapienza e dal Laboratorio Nazionale di Cyber Security, è emerso invece che i soggetti più a rischio sono le piccole e medie imprese. Durante la presentazione è stato fatto il punto della sicurezza informatica nel nostro Paese e si è notato come negli ultimi mesi siano cresciuti in maniera esponenziale i numeri riguardanti gli attacchi ad aziende piccole e micro. Il problema è dato spesso dalla poca formazione e dalla scarsa conoscenza del tema. Le richieste degli hacker quando colpiscono un’azienda di ridotte dimensioni sono abbastanza basse e spesso chi gestisce l’azienda preferisce pagare 100-200 euro piuttosto che denunciare o approfondire l’argomento. Il settore più colpito è la sanità, seguito dalla grande distribuzione e dalla finanza.

Come attaccano gli hacker

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Il metodo più usato contro le piccole e medie imprese è quasi sempre lo stesso: i ransomware. I nuovi malware che stanno mettendo in ginocchio Internet. Questo tipo di virus non è complicato ma sfrutta la poca conoscenza delle persone per spingerle a scaricare il malware e a infettare il computer. Ma agisce anche su smartphone, non è un caso che i telefoni aziendali siano stati bloccati in massa da ransomware nell’ultimo periodo. Spesso il riscatto richiesto è minimo ma pagare non è la scelta corretta perché alimenta il fenomeno. Per aiutare le aziende durante l’incontro romano sono state stilate 15 verifiche basilari in merito alla sicurezza informatica che tutte le imprese dovrebbero fare per mantenere protetto il loro business.

Il corso universitario

La Sapienza intanto ha attivato il primo corso di laurea magistrale in Cybersecurity presente in Italia. Gli esami saranno incentrati sulla formazione per le aziende in merito alla sicurezza informatica e insegneranno agli studenti a prevenire, e in caso anche a curare, un attacco hacker alle PMI o alle grandi aziende.

Come difendersi dagli attacchi hacker

Cliccando sui link che seguono, invece, potrete scoprire  suggerimenti, alcuni più tecnici altri più alla portata di tutti, riguardanti la sicurezza informatica e scoprire le tipologie di attacchi più comuni: dagli attacchi DDoS al phishing, passando per le botnet.

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