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La digitalizzazione delle PMI: ancora molto lavoro da fare

La ricerca “Survey Digital Manufacturing” realizzata da SAP e SDA Bocconi mostra le difficoltà per le PMI in tema di digitalizzazione

21 Aprile 2017 - Lo si è detto più volte: la digitalizzazione per le piccole e medio imprese è un passo chiave per il futuro. Non tutte le aziende, comprese quelle italiane, però sembrano averlo capito, tanto che le PMI sembrano divise in due. C’è chi cerca di stare al passo con i tempi e di migliorarsi quotidianamente e chi resta fermo.

È questo lo spaccato dalle due facce emerso dalla ricerca “Survey Digital Manufacturing”. Un’analisi sulle aziende, che ha preso in considerazione anche quelle nostrane, realizzata da SAP, colosso dei gestionali da 22 miliardi di euro di fatturato, e da SDA Bocconi, School of Management al primo posto in Italia. La ricerca ha coinvolto 1.147 aziende e il 56% appartiene alla fascia di fatturato tra i 20 e i 40 milioni di euro. I principali settori coinvolti sono: “consumer products” (26,6%), “industrial machinery and components” (16,7%), “chemicals” (11,9%) e “forest products, forniture and textile” (11,8%).

I risultati dell’indagine

Il risultato finale dell’indagine, come già detto, riporta uno spaccato letteralmente diviso in due. Il 40% delle PMI non ha un piano di digitalizzazione e ha dei processi produttivi fermi e immobili ormai da anni. Al contrario invece il 60% delle piccole e medio imprese intervistate ha un piano di digitalizzazione e il 27% lo ha addirittura già portato a termine. Non è un caso che le aziende più avanti in questo processo siano le stesse che hanno un fatturato superiore rispetto alle altre.

Aziende ferme

Gianluca Salviotti, docente di Management Information Systems alla SDA Bocconi non è fiducioso sul futuro delle aziende che non si pongono il problema della digitalizzazione: “si tratta di quelle aziende ferme su tutti i fronti, da quello dell’internazionalizzazione a quello dell’automazione dei processi produttivi”. Spesso si tratta di aziende che non ritengono importante la digitalizzazione per incrementare il proprio fatturato. “Per esempio, – spiega Carla Masperi, Chief Operating Officer di SAP Italia – se produco macchine da cucire, posso pensare che la digitalizzazione non aumenti il mio fatturato. In realtà, chi si mette al passo con la digitalizzazione può raggiungere mercati prima inarrivabili, e può ritagliarsi un ruolo nel mercato globale”.

Piano complessivo

Non tutte le aziende gestiscono la digitalizzazione allo stesso modo. Per esempio, nell’11% dei casi ogni area ha il proprio budget per la digitalizzazione, e nel 24% dei casi le iniziative rientrano nel budget dei sistemi informativi. Per Salviotti questo è giusto perché: “Significa che la digitalizzazione non è un presidio delle singole aree, ma che anzi riguarda un disegno complessivo dell’azienda”. Il 45% delle aziende coinvolte nell’indagine ha espresso di avere già un piano a lungo termine. Nella maggior parte dei casi si tratta di obiettivi con scadenza triennale.

Le figure della digitalizzazione

In un’azienda la digitalizzazione ha portato alla creazione di nuove figure lavorative e all’assunzione di personale. Stando alla ricerca queste figure sono ricoperte nel 48% dei casi dal responsabile ICT e dei sistemi informativi, nel 40% dei casi da un dirigente indipendente dalla proprietà (direttore generale, amministratore delegato), mentre nel caso di aziende a conduzione familiare sono diverse persone a occuparsi del processo anche se negli ultimi tempi c’è una tendenza, sempre maggiore, a ricorrere a figure esterne con competenze specifiche.

Digital Manufacturing

Il Digital manufacturing è un sistema integrato che serve a definire, ottimizzare e gestire un processo di fabbricazione in ambiente virtuale. Consente agli ingegneri di produzione di creare un processo produttivo in ambiente virtuale (materiale in magazzino, attrezzature, assemblaggio ecc.) permettendo così l’abbassamento dei costi, dei tempi di fabbricazione e l’aumento della produzione. In questo campo molte aziende sono in forte ritardo ma per Salviotti tutto questo è normale: “Non si tratta, infatti, di digitalizzazione in senso lato, ma di una focalizzazione su alcuni processi”. Tra le iniziative più diffuse emergono quelle attinenti al Cloud Computing (32% di iniziative pilota e 21% di implementazione) e alla robotica avanzata (27% di iniziative pilota e 20% di implementazione), mentre è marginale la stampa 3D (15% e 6%). Indietro anche lo sviluppo nel campo dei Big Data, in molte piccole aziende mancano proprio le figure di esperti per poter sfruttare questo campo.

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