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SICUREZZA INFORMATICA

La Polizia di Stato mette in guardia dalla truffa del tritarifiuti

La Polizia di Stato lancia l'allarme su Facebook: alcuni impostori starebbero cercando di estorcere denaro ai venditori di oggetti usati tramite email

24 Aprile 2017 - Utilizzate internet per mettere in vendita oggetti nuovi o usati? Fate attenzione, potreste essere truffati. A mettere in guardia gli utenti contro il nuovo tentativo di frode informatica è stata la Polizia di Stato, pubblicando su Facebook un post su una nuova truffa online.

Secondo quanto afferma la forza di pubblica sicurezza sull’account Facebook “Agente Lisa” gli impostori starebbero prendendo di mira i venditori di alcune delle piattaforme di e-commerce più popolari. L’obiettivo dei cyber criminali è sempre lo stesso: estorcere denaro alle povere vittime. E nonostante la tecnica utilizzata sia banale, il numero di utenti che rischia di incappare nella nuova truffa è molto alto. I truffatori, infatti, fingono di essere interessati al prodotto messo in vendita e chiedono agli ignari venditori alcuni dati personali, tra cui anche il codice IBAN. E una volta ottenuti, ecco che scatta il tentativo di truffa.

Come funziona la truffa

Gli impostori si spacciano per acquirenti provenienti dalla Costa d’Avorio. Nel tentativo di truffa, secondo quanto si legge nel post pubblicato dalla Polizia di Stato, è incappata una commissaria, che aveva messo in vendita per 100€ il suo tritarifiuti. L’agente era stato contattato da una donna che, per rendere ancora più credibile la proposta, le aveva inviato tramite email anche la sua carta di identità. Un documento ovviamente falso. L’agente di Polizia fortunatamente non è cascata nella trappola. Ma cosa sarebbe successo se, invece, avesse abboccato? Avrebbe ricevuto una seconda email con la quale sarebbe stata informata che in Costa D’Avorio non sarebbe possibile effettuare bonifici per meno di mille euro.

Come prova, gli impostori avrebbero allegato al messaggio di posta elettronica anche un bonifico intestato a nome del venditore dell’importo proprio di mille euro e avrebbero chiesto alla vittima dell’inganno la restituzione di 900 €, ovvero la differenza tra il costo del tritarifiuti e la somma corrisposta nel versamento. Ed ecco, quindi, completato il raggiro.

Come proteggersi

La frode ricorre a una tecnica semplice e poco elaborata, ma in grado di colpire molte persone. Il suggerimento è quello di diffidare da chi vi chiede dei soldi tramite email. Sempre. Se avete messo in vendita un oggetto, pretendete di essere pagati secondo le modalità previste dal sito.

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