Tecnofobia Fonte foto: kjpargeter / Freepik
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La tecnofobia è una realtà. Perché robot e hi-tech fanno così paura?

La tecnofobia è la paura legata ai robot e alla tecnologia. Secondo una ricerca statunitense, le persone hanno paura di perdere il lavoro

26 Marzo 2017 - Robot e tecnologia, i nuovi pericoli 2.0 sono il timore principale per il futuro di milioni di persone L’identikit di chi soffre di tecnofobia nasce da uno studio elaborato da un team di ricercatori dell’Università americana Baylor, coordinati da Paul McClure, e recentemente pubblicato sulla rivista Social Science Computer Review.

Lo studio parte dall’analisi dei risultati emersi dal rapporto annuale sulle paure degli americani realizzato dalla Chapman University e stilato sulla base di 1.541 interviste. I ricercatori dell’Università Baylor, esaminando questi dati, hanno scoperto che la tecnofobia colpisce, nella maggior parte dei casi, le persone con un livello di istruzione più basso, le donne e le persone di colore. La paura nasce dal timore che robot, intelligenza artificiale e nuove tecnologie possano portare via il lavoro. Ed è una paura talmente grande che causa un tale livello di stress e di ansia che si trasforma, in alcuni casi, in veri e propri disturbi mentali.

Paura motivata?

La paura di rimanere disoccupati a causa delle nuove tecnologie non è una novità dell’ultim’ora, racconta McClure. Qualcosa di simile era successo nell’Inghilterra dell’Ottocento quando alcuni lavoratori del settore tessile addirittura distrussero le nuove macchine acquistate dai propri datori di lavoro – come la storia ci insegna – proprio per ottenere mano d’opera a basso costo e personale meno qualificato. Oggi la situazione, spiega sempre McClure, con la velocità con cui evolve la robotica e l’intelligenza artificiale, le conseguenze potrebbero essere ancora più devastanti. Una paura, insomma, più che motivata che mette a rischio attività come quelle dei trasportatori e magazzinieri, operai e impiegati generici. Proprio le tipologie di lavoro tipiche di persone con un livello di istruzione più basso, donne e persone di colore. Almeno negli Stati Uniti. Sono meno a rischio, almeno nell’immediato – ma non si sa mai – quelle professioni che richiedono una buona dose di creatività.

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