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Le app per la salute: un problema da affrontare. Lo dice uno studio

Le applicazioni che riguardano la salute, e in particolare quelle sulla corretta alimentazione, abbondano sugli store per smartphone, e affini, ma non sempre c'è da fidarsi

La salute è una delle categorie di applicazioni più gettonate che offrono migliaia di diverse opzioni per tenere sotto controllo ogni possibile aspetto del benessere di un utente. La maggior parte, però, è poco affidabile e non proprio “salutare”.

Molti di questi strumenti promettono, infatti, di migliorare la dieta, modificare il modo di nutrirsi, e correggere le abitudini alimentari sbagliate per vivere più sani e più belli. Lo fanno tenendo traccia di cosa si mangia e “rimproverando”, quando capita, il malcapitato goloso che ingurgita -per esempio – un cheeseburger. Una recente ricerca – presentata dal George Washington University School of Medicine – afferma che molte di queste app propongono consigli senza alcuna base scientifica.

Mens sana in corpore sano

Le app per la salute? non sono poi così sicureFonte foto: Shutterstock
Le app per la salute? non sono poi così sicure

La locuzione latina non ha tutti i torti: una “mente sana” non si affiderebbe mai a un’applicazione non approvata da qualche organizzazione ufficiale per la salute. Soprattutto quando riguarda il proprio benessere. È vero che – sicuramente in buona fede – si risparmia sulla consulenza di medici o dietologi, ma a che prezzo? La ricerca in questione condotta da un team di scienziati capitanati dalla prof.ssa Tania Dhawan – e presentata in occasione del recente convegno American Heart Association 2016 – ha analizzato 32 applicazioni su salute e fitness presenti sul Google Play Store e iTunes App Store con l’obiettivo di verificare se rispettavano l’ottava edizione del Dietary Guidelines for Americans, una sorta di vademecum sulla corretta alimentazione da seguire a uso e consumo degli americani.

I risultati della ricerca

La prima è una buona notizia: i ricercatori hanno riscontrato che quasi i tre quarti delle applicazioni (il 72%) include almeno le prime cinque raccomandazioni del mangiar sano “made in USA”. Che tradotto, in pratica, significa che consigliano di stabilire delle sane abitudini alimentari, seguire un regime calorico adeguato, mangiare cibi e bevande nutrienti, variare il tipo di alimentazione e di bevande, farsi aiutare da personale qualificato se necessario. Questo 72% di applicazioni, tuttavia, non ha fornito la giusta quantità giornaliera delle diverse categorie alimentari come, per esempio, le verdure, i cereali, i latticini e le proteine, mentre l’84% non ha tenuto conto della quantità consigliata dei sotto-gruppi alimentari tipo le verdure verdi o i cereali integrali. La prof.ssa Dhawan consiglia agli sviluppatori di «migliorare questo “gap” nelle loro applicazioni se vogliono raggiungere gli obiettivi promessi dai loro programmi promettono.»

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