Microsoft-cybercrime Fonte foto: Pixabay
SICUREZZA INFORMATICA

Microsoft, necessaria una convenzione Ginevra contro il cybercrime

Brad Smith, Presidente di Microsoft, spinge per creare un organismo sopra le parti che vari delle norme per proteggere i "civili" su internet

16 Febbraio 2017 - Intervenire immediatamente prima che sia troppo tardi, è necessaria una Convezione di Ginevra sul cybercrime. A dirlo è direttamente Microsoft, preoccupata dagli ultimi sviluppi nel campo della sicurezza informatica. I paesi, insomma, devono sviluppare e rispettare delle regole globali contro gli attacchi informatici simili a quelle previste per i conflitti armati a seguito della Seconda Guerra Mondiale.

Le aziende tecnologiche, secondo il presidente di Microsoft Brad Smith, hanno bisogno di fiducia e stabilità per poter prosperare. Inoltre ha illustrato la sua proposta in occasione della conferenza sulla cybersecurity organizzata da RSA a San Francisco a seguito di un’elezione presidenziale degli Stati Uniti segnata dalla pirateria e dalla divulgazione di messaggi di posta elettronica del Partito Democratico che le agenzie di intelligence statunitensi hanno provato provenire dalla Russia con l’obiettivo di aiutare il repubblicano Donald Trump a vincere. Questi attacchi sponsorizzati da un paese richiedono la creazione di un organismo internazionale sullo stile della Convenzione di Ginevra.

Basta agli attacchi sponsorizzati

Gli attacchi informatici – negli ultimi anni – sono stati sempre più utilizzati da parte dei governi per raggiungere obiettivi di politica estera o di sicurezza nazionale, a volte addirittura per sostenere operazioni di guerra. Nonostante un aumento degli attacchi contro i governi, le infrastrutture e le istituzioni politiche, sono ancora pochi gli accordi a livello internazionale per quanto riguarda gli attacchi informatici orchestrati da uno Stato. Gli Stati Uniti e la Cina hanno firmato, per esempio, un impegno bilaterale nel 2015 per mettere fine alla strategia dell’hacking per rubare le proprietà intellettuali. Un accordo simile è stato siglato, qualche mese dopo, anche dai paesi del G20. Lo stesso deve avvenire per gli attacchi informatici contro semplici cittadini, aziende e nazioni.

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