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SMART EVOLUTION

Pazienti e dottori utilizzano WhatsApp per comunicare

Una ricerca svela che il 42% dei medici utilizza WhatsApp per comunicare con i propri pazienti. Ci sono più rischi o benefici?

In Italia c’è un nuovo trend in ascesa e che rispecchia i tempi in cui viviamo: l’uso di WhatsApp tra pazienti e dottori per comunicare. E non solo per prendere un appuntamento. La rapidità con cui è possibile raggiungere il proprio medico tramite l’app di messaggistica è sfruttata anche per inviare informazioni riguardo al proprio stato di salute.

É quanto emerge da uno studio realizzato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano. Alla ricerca, intitolata “Innovazione digitale per i Medici di Medicina interna”, ha preso parte la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti e Digital SIT. L’indagine è stata condotta prendendo come campione rappresentativo 229 dottori operanti nei reparti di Medicina Interna. I risultati del sondaggio confermano quanto ormai è chiaro a tutti: il rapporto tra medici e pazienti è diventato, o diventerà, sempre più digitale.

I risultati dell’indagine

In particolare, secondo la ricerca dell’Osservatorio, i medici che utilizzano WhatsApp per comunicare con pazienti sono il 42%. I dati sono significativi anche per un altro aspetto: il 29% degli intervistati, che non sfruttano l’app di messaggistica per relazionarsi con i pazienti, ha dichiarato che ha intenzione di servirsene in futuro. L’interesse dei medici per il digitale si manifesta anche nella formazione: il 52% ha infatti affermato di utilizzare le app per aggiornare le proprie competenze. Il 76% dei medici ricorre al digitale per la consultazione di immagini e referti, il 47% per gestire le tutte le informazioni riguardo al paziente, mentre solo il 27% usa la tecnologia per il diario medico.

Rischi hacker

Ma torniamo all’interazione tra paziente e medico tramite le app di messaggistica. Se da una parte ci sono dei vantaggi, questa relazione 2.0 nasconde ancora diversi pericoli. Partiamo prima dai benefici. Il più importante è l’immediatezza con cui il paziente può contattare il medico, risparmiando tempo e denaro. Ma ci sono anche dei rischi sia per il professionista che per l’ammalato. Il primo riguarda la sicurezza delle trasmissioni, che potrebbero essere intercettate dagli hacker. Il secondo, invece, ruota attorno all’attendibilità dei referti: come può un medico verificare se un esito sia vero ed effettuare una diagnosi? Chi sa la prende la responsabilità? Soprattutto considerando che le normative sono ancora poco chiare.

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