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PBKopter, il drone che combatterà le zanzare

Sviluppato da una PBK, una startup di I3P, l'incubatore del Politecnico di Torino, il drone renderà i trattamenti contro le zanzare più efficaci

L’agricoltura di precisione passa soprattutto dai droni, i quali vengono impiegati in diverse mansioni. I velivoli robotizzati sono utilizzati per monitorare i terreni, per controllare lo stato delle colture e a breve, grazie alla startup PBK, potranno essere impiegati anche per combattere le zanzare.

Si avvicina l’estate e questo fastidioso e pericoloso insetto, oltre a rappresentare una minaccia per gli esseri umani, è anche molto dannoso per le piante. Il drone sviluppato dalla startup, secondo quanto si intuisce, sarà in grado di attaccare in maniera efficace le zanzare. Il velivolo di PBK, che fa parte di I3P, l’incubatore delle startup del Politecnico di Torino, è leggero, ha dimensioni ridotte e renderà i trattamenti ancora più mirati. E non solo. PBKopter, questo il nome del drone, che al momento è ancora soltanto un prototipo, sarà molto attento all’ambiente. PBKopter porta la firma di due giovani ingegneri: Carlo Ferro e Roberto Grassi. I ragazzi sono stati guidati dal general manager il professore Antonio Carlin.

Il drone di PBK ridurrà gli effetti collaterali dei trattamenti

Il drone combatterà le zanzare usando solo la giusta quantità di fitofarmaci – sostanze chimiche utilizzate per proteggere le piante da molte malattie – richiesta dal trattamento, diminuendo così le dispersioni della miscela nell’ambiente. Uno degli effetti collaterali degli insetticidi nebulizzati attraverso i metodi tradizionali è quello di intaccare i terreni, le piante circostanti e di inquinare anche le falde acquifere. PBKopter, stando alle informazioni diffuse, renderà i trattamenti più precisi.

 

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