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Piccole e medie imprese, perché è importante difendersi dagli hacker

Furti di dati sensibili, blocco del processo di produzione e danni di immagine: sono tanti i rischi che le PMI si trovano ad affrontare. Ecco come proteggersi

Se da un lato le piccole e medie imprese in Italia stanno raggiungendo, anche se lentamente, un buon livello di digitalizzazione, dall’altro, però, è ancora poca l’attenzione dedicata alla sicurezza informatica, come dimostrano gli scarsi investimenti. Ma perché è importante proteggersi?

Innanzitutto, perché il numero di attacchi informatici è in costante crescita. Secondo molte indagini, il 2016 è stato l’anno peggiore per quanto riguarda la cybersecurity. Gli hacker utilizzano armi sempre più sofisticate e spesso fanno affidamento sulla poca preparazione dei dipendenti per colpire le aziende. Le vittime preferite sono soprattutto le piccole medie e imprese, che normalmente non dispongono di una struttura di protezione elevata. Basta aprire un’email e cliccare su un link per mandare in tilt l’intero processo produttivo, o finire nell’oscura rete del riscatto dei ransomware. Dunque, per prima cosa, proteggersi significa investire sulla preparazione dei dipendenti contro le minacce del web.

Quali sono i rischi per le PMI

Poi c’è anche un altro problema da non sottovalutare. Il processo di digitalizzazione avviato da molte PMI aumenta le probabilità di essere colpiti da un attacco hacker, a causa dell’adozione di dispositivi Internet of Things potenzialmente violabili. Ma quali sono i rischi in cui vanno incontro le piccole medie e imprese in caso di attacco hacker? I cybercriminali potrebbero impossessarsi di progetti segreti e rubare altre informazioni preziose e il danno economico, in questi casi, sarebbe gravissimo.

Investire di più nella cybersecurity

Gli hacker potrebbero anche bloccare la filiera produttiva, lanciando i famigerati attacchi DDos, oppure criptare i dati della piccola media impresa e chiedere il pagamento di un riscatto. Dunque, i danni sono tanti, così come le ragioni per puntare di più sulla sicurezza informatica. Le PMI italiane nel 2016 hanno investito di più rispetto al 2015 nella cybersecurity, ma il dato ancora non ha raggiunto i livelli ideali richiesti.

Il problema non è solo di natura economica, ma soprattutto culturale. Secondo molti esperti, le piccole e medie imprese che non investono nella sicurezza informatica, spendono molto di più nel riparare i danni subiti da un attacco hacker.

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