Morpheos-Momo-The-Home-Genius Fonte foto: Morpheos
PMI E INDUSTRIA 4.0

PMI italiane all'assalto della smart home

Il mercato italiano della smart home è cresciuto del 23% nell'ultimo anno - secondo il Politecnico di Milano - e vale 185 milioni di euro

8 Maggio 2017 - Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, illustrando un recente report lo scorso 21 aprile, parla della presenza di almeno 291 prodotti per la smart home già disponibili in Italia: metà proposti da startup, metà da aziende o marchi affermati. Un’offerta, però, ancora piuttosto frammentata.

La buona notizia è che c’è grande fermento e numerose iniziative intorno al settore della smart home all’italiana. Il 26% dei consumatori, secondo un’indagine Doxa di febbraio, ha già acquistato un prodotto iOT per la propria casa. Angela Tumino fa, però, anche notare che «i grandi protagonisti» internazionali non sono ancora presenti nel nostro paese se si esclude «Google che ha introdotto il termostato intelligente Nest» e «Samsung che propone elettrodomestici connessi, dal frigorifero alla lavatrice». Intanto la filiera italiana della domotica sta innovando con soluzioni più semplici o meno costose.

Genius Italicus

È il caso la piccola startup siciliana Morpheos, nata nel 2015, incubata da Digital Magics, finanziata dal bando Smart&Start (828 mila euro) e da banche locali, e adesso in cerca di altri fondi su Kickstarter, dove il robot domestico – Momo-The Home Genius – è proposto al prezzo scontato di 279 dollari. Momo è inserito in una lampada da salotto, di forma cilindrica come Echo di Amazon, e svolge funzioni molto simili ad Alexa, l’assistente virtuale del gigante del web, non ancora approdato in Italia. «Con Momo si comunica tramite i comandi vocali, si può chattare via Messenger o inviare istruzioni dall’app con il telefonino» spiega Edoardo Scarso, fondatore con il fratello Davide di Morpheos, e inoltre «il sistema riconosce automaticamente gli oggetti di casa con cui comunicare via Wi-Fi o Bluetooth e funge da hub». L’assistente digitale Momo, grazie a speciali sensori e alla videocamera a 360 gradi (dotata di riconoscimento facciale), è in grado di riconosce la presenza delle persone, di adattare illuminazione o riscaldamento nei diversi momenti della giornata, ma anche segnalare prontamente un incidente domestico.

Startup e marchi affermati

Morpheos non è la sola realtà italiana che sta puntando il suo futuro sul mercato della casa “intelligente”. C’è anche la startup Almadon.us di Bergamo e il suo Domoki in vendita da gennaio a 279 euro. Questo dispositivo si installa al posto dei normali interruttori che diventano dei touch-screen o controllabili con comandi vocali. Domoki, racconta Alessandro Benedetti, fondatore della società «permette di gestire le luci, il riscaldamento, gli elettrodomestici o la TV da un telefonino o un tablet». Il suo è un progetto ambizioso: 4 mila clienti entro la fine di quest’anno. MyVirtuoso, della lombarda SmartDHome, è invece una centralina senza fili – tipo modem – che ha come obiettivo quello di tenere sotto controllo i consumi, monitorare la sicurezza e gestire l’illuminazione o il riscaldamento. Non potevano, infine, mancare marchi italiani già molto affermati come Vimar con il suo cronotermostato senza fili, e Ariston con Genus Premium Net per chi desidera avere sempre la temperatura ideale e che si gestisce tramite smartphone.

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