impronte-digitale Fonte foto: Shutterstock
SICUREZZA INFORMATICA

Gli hacker possono rubare le impronte digitali dalle foto

Un gruppo d ricercatori giapponesi ci è riuscito e si è rivelata un'impresa più semplice del previsto se le immagini sono ad alta risoluzione

Scattare foto ad altissima risoluzione è ormai alla portata di tutti. Esistono in commercio smartphone che rivaleggiano con le fotocamere digitali a colpi di megapixel. E le immagini sono sempre più ricche di dettagli. Ed è proprio da questa abbondanza di dettagli che arriva un nuovo rischio: il furto delle impronte digitali.

Forse noi occidentali non ci siamo accorti di questo potenziale pericolo per una questione di cultura: è raro che fotografiamo persone con le mani bene in vista. In Giappone è diverso. Per gli abitanti del Sol Levante è normale mettersi in posa con le dita aperte in segno di vittoria che, per loro, rappresenta quasi l’equivalente di un sorriso qui da noi. Non è quindi un caso che l’idea di un possibile furto delle impronte digitali da foto scattate ad alta risoluzione arrivi proprio da un gruppo di ricercatori giapponesi. Così ci hanno provato e, purtroppo, ci sono anche riusciti!

Problema sicurezza

Chissà se i ricercatori giapponesi del National Institute of Informatics, quando sono riusciti a estrarre le impronte digitali da una foto ad alta risoluzione, hanno poi gioito con le dita in segno di vittoria. Avevano appena scoperto un modo, purtroppo, valido e molto semplice per un furto di qualcosa di unico che, in molti casi, è alla base di sistemi di sicurezza. Quanti smartphone, ormai, sono dotati di sensori per rilevare le impronte digitali per accedere ai propri dati personali? Sistemi di sicurezza biometrici che sfruttano la forma unica dei nostri polpastrelli sono sempre più diffusi e sapere che chiunque può entrarne in possesso da una nostra foto è alquanto allarmante.

Attenzione alle foto ad alta risoluzione

È vero che gli stessi ricercatori gettano acqua sul fuoco quando affermano che è possibile estrarre le impronte digitali solo da foto ad alta risoluzione, con le dita ben illuminate, ferme e in primo piano, con un’ottima esposizione e messa a fuoco, tuttavia è pur sempre possibile che tutte queste eventualità capitino in un’immagine. Scoperta la possibile “falla”, come si dice nel settore informatico, si può sempre correre ai ripari per “tapparla”. E così i ricercatori giapponesi si sono inventati una pellicola trasparente realizzata in ossido di titanio da applicare sulle dita per nascondere le impronte digitali, ma che non impedisce di usarle quando servono per farsi riconoscere da un sistema biometrico. Oltre a consigliare, nel frattempo, di tenere i polpastrelli fuori dall’inquadratura quando qualcuno ci scatta una fotografia.

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