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Genitori sui social, foto e post incrinano il rapporto con i figli

Una ricerca Kaspesky Lab mostrerebbe che i social stiano in parte minando le relazioni sociali faccia a faccia. In pericolo, soprattutto, i rapporti con i figli

Nelle Condizioni di utilizzo servirebbe un avviso, come di quelli che si trovano nei bugiardini di alcune medicine. “Utilizzare con moderazione”, o qualcosa del genere. Secondo una ricerca Kaspersky Lab, infatti, post e foto sui social network finiscono con l’incrinare il rapporto con i figli.

E non, come si potrebbe quasi istintivamente pensare, perché i più piccoli condividono sui loro profili qualcosa di compromettete o scandaloso, ma per l’esatto contrario. È l’atteggiamento disinibito dei papà e delle mamme con profilo su Facebook, Twitter, Instagram (o qualunque altra rete sociale) a mettere a disagio i loro figli. Un comportamento che, spesso e volentieri, mette a rischio i rapporti familiari: un genitore su cinque ammette che le relazioni con i loro figli dopo che sono stati pizzicati in comportamenti poco consoni sul web. Questo, però, non li frena dal condividere: la caccia ai like sembra essere più importante del loro essere genitori.

Meno rapporti sociali, più rapporti social

I dati che emergono dalla ricerca Kaspersky Lab, società leader nel settore della sicurezza informatica e della difesa della privacy e dei dati personali, sono a loro modo impietosi. Il 21% dei genitori intervistati ammette che le relazioni con i figli si siano incrinate a causa dei loro comportamenti sui social network, mentre il 14% trova che la vita social dei loro bambini sia noiosa. Le reti sociali, però, sono pericolose anche per i rapporti di coppia: foto su Facebook e messaggi su WhatsApp hanno peggiorato le relazioni con il partner del 14% degli intervistati.

Gli adulti, però, sembrano preferire i social anche per mantenere i rapporti con amici, colleghi, conoscenti e parenti. Un terzo degli intervistati ha ammesso di comunicare di meno con parenti (31%), figli (33%), partner (23%) e amici (35%) nella vita reale.

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