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PMI E INDUSTRIA 4.0

Realtà aumentata, le startup che migliorano la nostra vita

Crescono in Italia il numero di startup che puntano sulla realtà aumentata e virtuale: l'azienda Tookeko, ad esempio, ha realizzato un anello per i non vedenti

Realtà virtuale e realtà aumentata, ultimamente se ne parla spesso. A volte le due tecnologie finiscono per essere confuse l’una con l’altra, ma nonostante le differenze, le due realtà rappresentano il prossimo banco di prova su cui si sfideranno le grandi aziende hi-tech.

La realtà aumentata, o augmented reality, rispetto alla realtà virtuale, come è anche possibile intuire dallo stesso nome, è una sorta di realtà artificiale, dove alla realtà percepita dai nostri sensi vengono sovrapposte immagini e oggetti virtuali. Un realtà aumentata, appunto. Nelle esperienze di realtà virtuale, invece, gli utenti sono immersi in un mondo completamente artefatto. Nell’immaginario comune, giustamente, quando si parla di queste due nuove tecnologie, il pensiero corre immediatamente alla Silicon Valley, zona in cui risiedono le più importanti aziende e startup che operano in campo tecnologico.

La realtà aumentata italiana

Anche l’Italia, però, come dimostrano i numerosi casi di successo, è molto attiva nello sviluppo di soluzioni di realtà virtuale e aumentata. Tecnologie che le startup sorte del nostro Paese stanno mettendo a disposizione di istituzioni e singoli soggetti. Facciamo qualche esempio, partendo da CultAr, un progetto che vede coinvolti diversi attori europei, tra cui l’università e il comune di Padova. Si tratta di un’iniziativa che punta ad utilizzare la realtà aumentata nei musei, impiegando un guanto e delle cuffie audio. Scopo di CultAr è trasformare la fruizione delle opere d’arte in un’esperienza multisensoriale.

Un altro progetto di realtà aumentata è quello realizzato da Tookeko, startup con sede in Veneto. La piccola azienda italiana è specializzata in soluzioni hi-tech pensate per le persone affette da cecità o da qualche altro problema visivo. La tecnologia della startup ruota attorno a uno speciale anello, chiamato High-Tech Ring, che collegato allo smartphone permette ai non vedenti di avere un’esperienza tattile e audio dell’opera d’arte. Sfruttando proprio i progetti di Tookeko, al Museo dell’Ara Pacis di Roma è partito “Art for Blind”, un’iniziativa sperimentale dedicata ai non vedenti.

AmbiensVR è una startup che impiega le tecnologie di realtà virtuale per il design e l’architettura. La startup romana ha sviluppato una piattaforma virtuale, accessibile tramite web o app, che consente di navigare all’interno di un progetto. Gli utenti possono, in questo modo, interagire anche con un visore con il proprio appartamento e confrontare la versione virtuale con quella reale.

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