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SICUREZZA INFORMATICA

Reati informatici in Italia, la classifica delle regioni più colpite

Secondo una recente indagine, a denunciare di più i reati informatici sono stati i cittadini residenti in Liguria, Molise e Valle d'Aosta

17 Luglio 2017 - Gli attacchi hacker, come dimostrano le infezioni globali dei mesi scorsi, crescono in tutto il mondo. Non fa eccezione l’Italia, dove, secondo una ricerca pubblicata di recente da DAS, una compagnia di Generali Italia esperta in tutela legale, i reati informatici sono aumentati di molto.

Stando a DAS il numero di segnalazioni arrivate alle autorità giudiziaria da parte di persone che hanno subito un cybercrimine negli ultimi 5 anni si è impennato del 51%. Un dato preoccupante, che potrebbe essere ancora più alto, considerando che non tutti gli utenti colpiti denunciano il fatto. In media, secondo i risultati dell’indagine di DAS, si è verificato un reato informatico ogni 393 abitanti. Come sottolinea Roberto Grasso, l’amministratore e il direttore generale di DAS, “I danni economici per chi subisce questo tipo di reato possono essere rilevanti e a volte difendersi in giudizio può essere complicato e richiedere tempi lunghi”.

La Liguria è la regione più colpita

Dal 2010 al 2015, tempo preso in analisi dallo studio di DAS, il numero di reati informatici è cresciuto in maniera significativa in tutte le regioni, con picchi che sono stati, però, differenti. La regione in cui le violazioni riportate sono aumentate di più è il Friuli Venezia Giulia (133,8%), seguita da Umbria (102,3%) e dalla Liguria (101,6 %).

Se la quantità di denunce viene rapportata, invece, alla densità della popolazione, al primo posto troviamo la Liguria, con una segnalazione ogni 246 abitanti. Sul secondo e sul terzo gradino del podio si collocano rispettivamente il Molise, con una denuncia ogni 289,9 abitanti, e la Valle d’Aosta (1/294, 3). Tra le regioni del Sud (4 posto nella classifica generale) spicca anche la Campania, nella quale si è verificata una violazione informatica ogni 327,8 abitanti.

L’indagine di DAS conferma la fragilità in cui versa la cybersecurity italiana, nonostante un report pubblicato di recente dall’ONU ci abbia in parte promosso.

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