copertina mastercard Fonte foto: Comunicato stampa
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Rivalutiamo i selfie: ora tengono al sicuro i nostri pagamenti

Molte aziende, tra queste MasterCard e Uber, stanno puntando sugli autoscatti per la messa in sicurezza dei dati sensibili dei consumatori

Siete controcorrente e non appartenete alla categoria dei dipendenti da selfie? Questa notizia fa al caso vostro. Nei nuovi smartphone la fotocamera anteriore avrà un ruolo sempre maggiore, e non solo per immortalare faccioni e faccine varie. Dall’accesso rapido alla sicurezza nei pagamenti, è arrivato il momento di riconsiderare i selfie.

Selfie nelle app MasterCard. Tra le aziende più interessate allo sviluppo di sistemi di sicurezza tramite riconoscimento facciale c’è MasterCard. La società statunitense ha pensato a una app, chiamata Identity Check Mobile, per incrementare la sicurezza dei dati sensibili dei suoi utenti. L’applicazione riconosce il proprietario di una carta di credito attraverso l’utilizzo di un selfie. E per evitare che una foto possa essere manomessa o rubata il fruitore è invitato a sbattere gli occhi durante il controllo della fotocamera anteriore. Un sistema che rende più sicuri i consumatori anche in caso di pagamenti tramite mobile di somme importanti.

Non solo per i pagamenti

(Tratto da YouTube)

L’app pensata da MasterCard per gli utenti europei ha avuto molto successo. Circa il 92% dei consumatori che hanno provato questo sistema di sicurezza hanno deciso poi di renderlo standard. Anche la banca inglese HSBC consente di aprire un conto semplicemente con un selfie. La foto poi viene paragonata con quella fornita nella patente di guida. Il selfie però non servirà solo per foto ricordo e pagamenti. Anche Uber sta pensando di usare gli autoscatti. Questo per verificare i conducenti che cambiano tariffario. Per controllare che non ci siano scambi di personalità o tentativi di truffa.

Come funziona il sistema di riconoscimento?

Come funziona Mastercard Identity CheckFonte foto: Youtube
Come funziona Mastercard Identity Check

Dopo l’utilizzo di sensori biometrici come il sensore d’impronte digitali, oramai utilizzato dalla maggior parte degli smartphone e ritenuto uno dei metodi più sicuri, è tempo dei selfie. Siamo ancora agli albori dei sistemi perfetti di riconoscimento e di identificazione tramite selfie, però con lo sviluppo sempre maggiore delle fotocamere anteriori questo processo potrà diventare comune. Come possiamo essere riconosciuti? Semplice, ogni autoscatto viene convertito in numeri in base alle particolari misure del nostro viso. Per esempio la larghezza del naso o la curva della mascella. Queste misurazioni vengono poi paragonate con le foto d’archivio che abbiamo dato per essere identificati e il sistema capirà se si tratta di noi o meno.

 

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