robot-pepper-SoftBank-Robotics Fonte foto: SoftBank Robotics
SMART EVOLUTION

Il robot giapponese Pepper avrà un suo negozio di applicazioni online

SoftBank Robotics sta per lanciare una piattaforma per sviluppare applicazioni per il suo robot umanoide e, dopo il Giappone, parte alla conquista dell'Europa

4 Marzo 2017 - Il robot Pepper, in un prossimo futuro, potrà eseguire molte più attività rispetto ad oggi come, per esempio, tenere d’occhio la casa quando i padroni sono fuori, o passare l’aspirapolvere quando è necessario. SoftBank Robotics mette a disposizione gli strumenti e i programmatori il proprio talento e la propria fantasia.

«Gli sviluppatori sono già in grado di realizzare applicazioni per il robot Pepper utilizzando strumenti Android, ma SoftBank Robotics sta anche pensando di aprire un sito – simile a un “app store” per cellulare – che consenta ai programmatori interessati di vendere software ai proprietari del robottino» ha spiegato Nicolas Boudot, direttore alle vendite dell’area EMEA, in occasione del MWC 2017. Boudot ha fatto qualche esempio di possibile applicazione come le pulizie domestiche o la cura degli anziani, ma ha anche precisato che SoftBank Robotics, in questo momento, si sta focalizzando sull’aumento delle vendite di Pepper.

Robot tuttofare

Il robot umanoide Pepper, infatti, non è un giocattolo, almeno non a livello economico: costa, infatti, 20mila dollari. Va anche detto che le vendite stanno andando piuttosto bene perché SoftBank Robotics ha venduto circa 10.000 esemplari da quando Pepper è arrivato sul mercato nel 2015. Il rovescio della medaglia è che la maggior parte degli acquisti arriva dalle aziende, soprattutto giapponesi, nonostante gli sforzi di coinvolgere anche il mercato consumer. SoftBank Group Corp usa attualmente Pepper come “aiutante” nei suoi negozi di telefonia mobile in Giappone, e recentemente ha rilasciato una collezione di applicazioni sviluppate appositamente per la casa come, per esempio, la possibilità di controllare l’illuminazione per i robot acquistati da singoli consumatori.

Alla conquista dell’Europa

Pepper nasce, infatti, dall’idea di una startup francese acquisita dalla giapponese SoftBank per 100 milioni di dollari nel 2012 e che, successivamente, ha spinto molto per far conoscere il robot in Giappone. Adesso il colosso del sol levante cerca di fare la stessa cosa in Europa. È già riuscito a “piazzare” 40 Pepper nei supermercati Carrefour, e altri 30 a bordo delle navi di Costa Crociere. Pepper, negli Stati Uniti, lavora come “cerimoniere” nella Piramide Taproom presso l’aeroporto internazionale di Oakland. Boudot confessa, però, che gli europei sono più diffidenti dei giapponesi nei confronti dei robot e che «in Europa temiamo che i robot possano rubarci il lavoro». Softbank, comunque, va avanti per la sua strada. Il robot Pepper usa già la tecnologia di riconoscimento vocale di Nuance, ma è in trattativa anche con Microsoft. E non va dimenticato che SoftBank ha acquistato ARM – produttore di chip – per 32 miliardi di dollari lo scorso luglio, quindi è possibile, ma non ci sono conferme in proposito, che abbandonerà i processori Intel.

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