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Samsung, a rischio i dati degli utenti della Smartcam HD Plus

Un team di esperti è riuscito a scovare una nuova falla nel sistema di monitoraggio video della webcam prodotta dall’azienda sudcoreana

Il numero di persone che decide di connettere la propria casa utilizzando alcuni dei dispositivi che l’Internet of Things mette a disposizione è in aumento. Così come sono in crescita gli attacchi degli hacker i quali riescono a impadronirsi dei nostri dati, sfruttando la vulnerabilità proprio di questi oggetti hi-tech.

Come è successo nel nuovo caso scoperto da Exploitee.rs e che ha ancora come protagonista la Smartcam HD Plus prodotta da Samsung, nota alle cronache per essere già stata colpita dai pirati informatici. In precedenza, infatti, gli hacker potevamo prendere il controllo della webcam intelligente dell’azienda sudcoreana, cambiando semplicemente la password administrator. Il tutto senza conoscere la chiave di sicurezza originaria. Ora dunque, secondo quanto afferma il sito internet, spunta un nuovo problema che mette a rischio la sicurezza del dispositivo IoT: gli hacker possono accedere alla Smartcam di Samsung.

La nuova vulnerabilità

Mani che digitano sulla tastieraFonte foto: Shutterstock
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Dunque la webcam di Samsung è nuovamente finita sotto accusa. Il team di Exploitee.rs è riuscito a dimostrare infatti che è possibile prendere il controllo della Smartcam sfruttando ancora una volta una falla nel web server, nonostante l’azienda sudcoreana avesse rimosso l’interfaccia locale in seguito agli attacchi precedenti. Gli utenti infatti possono accedere al dispositivo tramite soltanto il Samsung SmartCloud. Ma il server è comunque rimasto online e un’altra vulnerabilità è stata scovata. Exploitee.rs ha fatto vedere infatti che si può accedere in remoto alla Smartcam HD di Samsung, inserendo un file malevolo come firmware di aggiornamento nel sistema di monitoraggio video chiamato iWatch.

Non è solo colpa dei dispositivi IoT

(Tratto da YouTube)

Il nuovo allarme per la sicurezza informatica proviene ancora da una webcam. A volte però non è solo colpa dei device IoT. In alcuni casi, ad aprire le porte ai pirati informatici è la nostra pigrizia e superficialità. Ci affidiamo alle password di default, oppure non ci disturbiamo neanche di impostare una chiave di sicurezza. Come risultato, i nostri dispositivi possono essere violati con facilità. Inoltre, c’è anche il rischio che finiscano su Shodan, il motore di ricerca per oggetti insicuri.

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