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Screening tumorale più semplice e veloce grazie ai chip di IBM

Realizzati in collaborazione con il Mount Sinai Hospital, si basano su una tecnologia rapida e non invasiva che ricerca possibili marcatori tumorali

La prevenzione è la migliore arma contro il cancro. Condurre uno stile di vita sano può ridurre il rischio di ammalarsi, come da anni continua a recitare la medicina. E quando si è affetti da qualche patologia, la diagnosi precoce aumenta le probabilità di guarigione.

È dunque fondamentale intervenire tempestivamente. La maggior parte dei test oncologici sono però invasivi e richiedono, a volte, dei tempi molto lunghi. È il caso, per esempio, della biopsia. Grazie agli sforzi congiunti di scienza e tecnologia, ultimamente sono state sviluppate delle tecniche sempre più veloci e soprattutto più “discrete” per i pazienti. L’azienda americana IBM, in collaborazione con i ricercatori del Mount Sinai Hospital, è riuscita a mettere a punto un sistema di screening rapido che è in grado di individuare un tumore, con un’accuratezza molto alta, nel giro di poche ore. Alla base del meccanismo c’è un chip di silicio che analizza un fluido del corpo, come può essere l’urina o la saliva.

Come funziona lo screening informatizzato

L’indagine tumorale deve, per forza di cose, partire da un campione. La sostanza è, come detto in precedenza, un liquido e non include, come nel caso delle biopsie, nessun tessuto. Il sistema di lab on a chip a questo punto inizierà a cercare gli exosomes, ovvero delle vescicole a forma di sacca che sono racchiuse nella membrana. Successivamente il chip di IBM separerà le sacche dal liquido e comincerà ad analizzare il materiale cellulare presente nella vescicola. Le vescicole, infatti, contengono molte informazioni, tra cui alcuni biomarcatori tumorali. La tecnologia, conosciuta con il nome di Nano-DLD, separa le sacche più grandi – che sono quelle che possono trasportare più cellule maligne – da quelle più piccole.

(tratto da YouTube)

Lo screening, realizzato da Big Blue e dagli scienziati del Mount Sinai Hospital, può anche essere usato per monitorare le condizioni di salute di un paziente in tempo reale e per capire come il corpo del soggetto malato sta reagendo alle cure. Si può, ad esempio, intuire se l’organismo ha sviluppato delle resistenze ai farmaci. Nano-DLD, che è ancora in fase di sperimentazione, entrerà in piena funzione tra 3-5 anni.

 

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