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SICUREZZA INFORMATICA

Shodan, il motore di ricerca per gli oggetti dell'IoT insicuri

È un servizio nato nel 2009 che permette di vedere i video e le immagini delle webcam non protette di tutto il mondo, dai bar alle case, all’insaputa delle vittime

Avete appena comprato una webcam? Un consiglio prima di iniziare a usarla: impostate una password. No, non è paranoia, ma prevenzione. Esiste, infatti, un motore di ricerca, chiamato Shodan, capace di trovare dispositivi dell’IoT non protetti, webcam e telecamere di sicurezza inclusi.

Shodan: non sapere di essere osservati. Guardando verso una webcam o una fotocamera spenta qualcuno avrà anche pensato almeno una volta nella vita: “chissà se qualcuno mi sta osservando”. La risposta è una: è probabile: per gli hacker è normale infettare computer e spiare gli utenti via webcam. Esistono, infatti, servizi come Shodan, un motore di ricerca che permette di scoprire dispositivi e oggetti dell’Internet delle cose non protetti. Dalla sua creazione nel 2009 ha suibito iniziato a mostrare la vulnerabilità degli oggetti costantemente connessi, soprattutto se gli utenti dopo l’acquisto non fanno nulla per proteggerli. Come impostare una password.

Come funziona Shodan

Shodan ha una sezione che permette all’utente di navigare in giro per il mondo grazie alle immagini che riceve dalle webcam non protette sparse in ogni Paese. Giardini, interni di uffici o case. Addio alla privacy. E all’insaputa delle vittime. Usare Shodan è semplice: basta iscriversi e scegliere se optare per un accesso limitato giornaliero per le ricerche o per un accesso illimitato. La prima opzione è gratuita la seconda a pagamento. Una ricerca svolta dal sito Quartz ha riportato screenshot di donne delle pulizie in un ufficio, un interno di una casa e addirittura l’interno di un bar in Ungheria dove alcuni amici bevono una birra. Sembra il Grande Fratello ma è la realtà.

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