Holding-Prototype Fonte foto: Kai Kloepfer
SMART EVOLUTION

Smart gun, le pistole intelligenti che si sbloccano come l’iPhone

Un ragazzo del Colorado di 19 anni ha progettato Biofire, un’arma che fa fuoco solo dopo aver riconosciuto l’impronta digitale del proprietario

La pistola è un oggetto che si fatica a definire come “intelligente”. Per migliorarne la sicurezza, Kai Kloepfer, 19enne originario del Colorando, ha progettato un’arma che si sblocca proprio come un iPhone: tramite il riconoscimento dell’impronta digitale.

Come è iniziato il progetto. Il giovane è salito alla ribalta delle cronache statunitensi nel corso di un incontro sulla sicurezza delle armi da fuoco tenutosi a San Francisco nel 2015 e al quale prese parte anche Barack Obama. Nel corso del suo intervento, il Presidente USA ha chiesto alla platea come mai fosse possibile rendere sicuri gli smartphone, ma con le pistole non si riesce a ottenere gli stessi risultati. Domanda a cui ha risposto Ron Conway, mentore di progetti come Facebook, Google e AirBnb, portando con sé sul palco il giovane Kloepfer e definendolo come il Mark Zuckerberg delle armi.

Il tema delle armi intelligenti

Conway negli ultimi anni si è dedicato in modo particolare al mercato smart gun, ovvero dotate di avanzati sistemi tecnologici di sicurezza. Per arrivare alla progettazione di una pistola con il riconoscimento tramite impronta digitale, Kloepfer ha impiegato quattro anni. Da questo percorso ha preso forma la sua Biofire, pistola che si sblocca esattamente come un iPhone.

(tratto da YouTube)

La scelta di investire in questo settore, dice Conway, ha un motivo preciso. “Se i grandi produttori di armi da fuoco non si interessano all’argomento dobbiamo essere noi, con l’aiuto dei ricercatori a farlo. Lo facciamo per la sicurezza delle persone”. Non sono dello stesso avviso però i produttori e i venditori di pistole negli Stati Uniti. Per loro è il mercato che fa le regole e negli ultimi anni in pochi sono stati interessati all’acquisto di un’arma con dotazioni tecnologiche di sicurezza. Anche a causa dell’alto costo dei materiali. Ma soprattutto per i possibili errori. Larry Keane, uno dei rappresentati dei produttori di armi a stelle e strisce, sottolinea: “Se il tuo iPhone fa cilecca con il riconoscimento avrai alcuni disagi ma se la tua pistola non riconosce le tue impronte mentre ti devi difendere sei morto”.

Kai Kloepfer e la sua smart gunFonte foto: Kai Kloepfer
Kai Kloepfer al lavoro

Le novità di Biofire

Come abbiamo visto dunque non è semplice convincere il mondo dei produttori di armi a investire nel campo della sicurezza tecnologica. Rispetto ai prototipi che hanno fallito in precedenza, Biofire presenta ha alcuni significativi miglioramenti. Anche se a vederla sembra una pistola come un’altra, la smart gun di Kai Kloepfer monta un piccolissimo scanner di impronte digitali nell’impugnatura: solo se il dito scansionato è lo stesso di quello registrato in memoria, allora la pistola si sbloccherà. L’utilizzo è, dunque, semplice e intuitivo: se il led della pistola è di colore bianco, allora l’arma è carica e bloccata; se rosso è sbloccata e pronta a sparare; blu durante lo sblocco.

Scanner impronte digitali armi
Il sensore biometrico montato sulla Biofire

Questo sistema migliora la sicurezza delle armi da fuoco facendo sì che solamente il proprietario possa fare fuoco: in caso di furto o nel caso un bambino dovesse trovare una pistola in casa non ci saranno più rischi di sorta.

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