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SICUREZZA INFORMATICA

Le stazioni di ricarica pubbliche mettono a rischio lo smartphone

Lo smartphone è agli sgoccioli, ma dovete pubblicare il vostro ultimo selfie. E trovate una porta USB o una presa pubblica. Fate attenzione: non sono sicure

17 Febbraio 2017 - L’incubo della maggior parte degli utenti è la batteria scarica dello smartphone. Fortunatamente in molte città sono state installate delle stazioni di ricarica da utilizzare nel momento del bisogno. Questo colpo di “fortuna” potrebbe costarvi caro: la fonte di energia è possibile che sia stata compromessa da qualche cyber-criminale che, mentre ricaricate il vostro dispositivo, vi ruba informazioni preziose.

Non è paranoia, purtroppo è realtà. La fantasia degli hacker non ha confini, come ha spiegato Drew Paik di Authentic8 – azienda specializzata in sicurezza informatica – in occasione della recente conferenza sulla cyber-security organizzata dalla RSA di San Francisco. «Anche solo collegando il telefono a una ciabatta o a un caricabatterie compromessi, il vostro dispositivo è ormai infettato mettendo a rischio tutti i vostri dati». Le stazioni di ricarica pubbliche e punti di accesso Wi-Fi si trovano in luoghi come aeroporti, aerei, centri congressi e parchi, così gli utenti possono avere sempre accesso a dati e cellulare. Ma collegare un telefono a una porta sconosciuta comporta dei rischi.

Rischi ovunque

Hacker digita tastiera di un laptopFonte foto: Shutterstock
Non è necessario essere un tecnico informatico per mettersi al riparo dagli hacker. Scopri alcuni suggerimenti facili e immediati

Il cavo che si utilizza per ricaricare uno smartphone è usato anche per inviare i dati dal telefono ad altri dispositivi. Quando si collega, per esempio, un iPhone al Mac tramite il cavo di ricarica, è possibile scaricare le foto dal telefono al computer. Se la porta è compromessa, un hacker può avere accesso a ogni tipo di informazioni, precisa Paik. Potrebbe trattarsi di e-mail, messaggi di testo, foto e contatti. Questa tecnica – conosciuta in gergo come “juice jacking” – fu scoperta nel 2011 da un gruppo di ricercatori. E gli stessi ricercatori, lo scorso anno, hanno dimostrato anche il “video jacking” che consiste nell’utilizzare porte hackerate e il display del cellulare per registrare tutto ciò che viene digitato e visualizzato sul dispositivo.

Smartphone a rischio con le porte USB pubbliche

Authentic8, per dimostrare l’abitudine degli utenti a utilizzare prese senza porsi alcun problema di sicurezza, ha posizionato nel suo stand alla conferenza RSA una stazione di ricarica, offrendo anche i cavi per ricaricare caricare i propri dispositivi. Si è trattato di un esperimento informale che ha evidenziato, però, che circa l’80% delle persone ha tranquillamente collegato il proprio telefono senza chiedere informazioni sulla sicurezza. È anche vero che si trovavano a una conferenza sulla sicurezza e si sono fidati. Drew Paik consiglia, però, di non usare porte USB sconosciute, ma di investire piuttosto in una batteria portatile per ricaricare il telefono e in speciali cavi USB che non trasmettano dati, solo corrente elettrica.

Premi sull'immagine per scoprire alcuni trucchi per aumentare la durata della batteriaFonte foto: Shutterstock
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