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Supercomputer NSA scoperto per caso da un ricercatore

Un sistema di calcolo tra i più elaborati mai visti è stato scoperto per caso da un informatico mentre faceva una normale verifica sul motore di ricerca Shodan

13 Maggio 2017 - La National Security Agency, o NSA, è l’organismo governativo degli Stati Uniti d’America che, insieme alla CIA e all’FBI, si occupa della sicurezza nazionale. A dirla così pare un organismo impenetrabile eppure un ricercatore ha scoperto per caso che l’agenzia usa un supercomputer segreto.

Il ricercatore, che giustamente ha preferito restare anonimo, non si è limitato a scoprire il possibile uso di questo supercomputer da parte della NSA. Ma ha messo in Rete anche tutti i dettagli tecnici e i manuali, in modo che fossero disponibili per chiunque. Tutti i dati sono stati inseriti in centinaia di pagina online che possono essere scaricate da tutti senza dover usare password o codici speciali. E senza nemmeno il bisogno di aggirare firewall o sistemi di sicurezza articolati. La scoperta è stata fatta dal ricercatore già dallo scorso dicembre, ed è stata riportata dal sito The Intercept.

La scoperta

Vi state chiedendo come ha fatto a scoprire il supercomputer? Semplice, l’informatico mentre era a lavoro si è accorto, facendo una normale ricerca, che all’Institute for Mathematics and Advanced Supercomputing della New York University c’era un disco di backup connesso a Internet. Il disco era pieno di documenti con varie informazioni sul sistema di super-calcolo che ora ha preso il nome di WindsorGreen. Secondo gli esperti questo sistema sarebbe usato dall’NSA per analizzare i sistemi crittografici e trovarne le vulnerabilità, oppure per fare decifrazione per forza bruta, ovvero tentando centinaia di miliardi di password all’unisono. Si tratta di sistemi altamente segreti che però utilizzando il motore di ricerca Shodan sono stati visibili per lungo tempo a chiunque. Proprio questa falla ha permesso la scoperta all’informatico. Anche se ora tutto è stato eliminato dal motore di ricerca. Analizzando i dati si tratta molto probabilmente del supercomputer migliore mai prodotto dall’uomo, specie nel campo della crittografia. E va considerato che i dati risalgono al 2012, perciò è probabile che al momento il sistema sia ancora più performante.

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