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L'UE in campo contro i discorsi d'odio online: appello ai big

La Commissione Europea esorta i colossi del settore hi-tech statunitensi a prendere precauzioni per fermare l'ondata di discorsi online che incitano all'odio

L’UE ha chiesto ufficialmente ai giganti della rete – tra cui Facebook, Twitter, YouTube di Google e Microsoft – ad agire i fretta per fermare il propagarsi di discorsi inneggianti all’odio o a varare delle regole che impediscano agli utenti di farlo.

L’ammonimento dell’esecutivo dell’Unione Europea arriva a distanza di sei mesi dall’impegno sottoscritto volontariamente dalle aziende in questione a definire un codice di condotta valido in Europa che entri in azione entro 24 ore da quando viene pubblicato del contenuto che istighi all’odio contro i profughi e gli attacchi terroristici. Le regole di condotta devono includere la rimozione o l’impossibilità di accedere a tali contenuti, se necessario, una migliore cooperazione con le organizzazioni della società civile e una risposta dura e decisa che spenga sul nascere ogni focolaio atto a fomentare l’odio.

Il codice di condotta dei big contro i discorsi d’odio online

Un codice di condotta che proibisce l’incitazione all’odio, in realtà, esiste già sulle principali community e reti sociali. Esistono strumenti, insomma, che chiunque può usare per segnalare post o thread che inneggiano al disprezzo e all’ostilità verso qualcuno o una certa categoria di persone. Ma, secondo, l’Unione Europea questo non è ancora sufficiente: servono persone esperte preposte al controllo di questo fenomeno in grado di intervenire tempestivamente per raffreddare gli animi.

Sede UEFonte foto: Wikimedia
La sede dell’Unione Europea

Intensificare i controlli contro i troll

Un rapporto commissionato da Vera Jourova – Commissario europeo per la giustizia – ha mostrato che questo codice – così com’è – non funziona come dovrebbe: le aziende ci mettono troppo tempo a intervenire. La Jourova ha riferito che solo il 40% delle segnalazioni viene controllato dalle aziende entro le 24 ore e che servono oltre 48 ore per analizzare l’80% dei contenuti che potenzialmente incitano all’odio. Chiede, quindi, ai colossi del web, di varare delle leggi di condotta più severi e dei meccanismi di risposta più efficaci. «Se Facebook, YouTube, Twitter e Microsoft vogliono convincere me e i ministri europei che un approccio non legislativo può funzionare, dovranno agire in fretta e fare un grande sforzo nei prossimi mesi» ha spiegato il Commissario Jourova al Financial Times.

Europa a più velocità

Il rapporto della Jourova, inoltre, ha mostrato che questo codice di condotta funziona a “varie velocità” nei diversi paesi dell’Unione Europea. Il tasso di rimozione di messaggi razzisti in Germania e in Francia, per esempio, supera il 50%, contro l’11% e il 4% rispettivamente in Austria e in Italia.

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