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WhatsApp al lavoro su un sistema per bloccare i video hot

WhatsApp ha promesso di collaborare con la Corte Suprema indiana per trovare un sistema per bloccare il proliferare dei video sessualmente offensivi sui social

17 Aprile 2017 - Tutto nasce da due casi di stupro ai danni di due donne indiane, filmati e diffusi tramite WhatsApp. Le indagini erano state inizialmente affidate al CBI (Central Bureau of Investigation) locale, ma la questione è stata successivamente portata all’attenzione del Prajwala, un’organizzazione non governativa, che a sua volta si è rivolta al Presidente della Corte Suprema del paese asiatico.

E arriviamo a oggi. WhatsApp è stato chiamato in causa dalla Corte Suprema indiana a spiegare, innanzitutto, il funzionamento del sevizio di messaggistica, tutti gli aspetti tecnici, tra cui la tecnologia di crittografia. Il tutto tramite una presentazione da trasmettere via email o, ancora meglio, tramite una video conferenza a cui possa assistere un comitato organizzato ad hoc. La Corte Suprema, infatti, ha istituito una sorta di gruppo di “esperti” di cui fanno parte Google India, Microsoft India, Yahoo India, Facebook e funzionari del Governo.

L’India dichiara guerra ai video a luci rosse

I dirigenti di WhatsApp – che ha 200 milioni di utenti in India – hanno, infine, deciso di recarsi direttamente nel paese asiatico il prossimo 27 aprile dove si incontreranno con il comitato di “big” creato il mese scorso. Tutti insieme dovranno trovare al più presto una soluzione per bloccare la diffusione di video a luci rosse sui social network e servizi di messaggistica istantanea.

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