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Video con battute antisemite: Disney e YouTube scaricano PewDiePie

Il ragazzo di origine svedese è la star della piattaforma per i video di Google con 53 milioni di seguaci e un ricavo annuo che supera i 15 milioni di dollari

Una risata vi seppellirà. O meglio è quello che sta accadendo al famoso YouTuber PewDiePie dopo alcuni video postati contenenti delle battute sugli ebrei e considerate da più parti come discriminatorie e antisemite. La Disney ha cessato ogni collaborazione con lui e ora YouTube Red chiuderà il suo canale.

L’intera discussione è nata lo scorso 11 gennaio quando lo YouTuber ha postato alcuni video contenenti diverse battute contro gli ebrei. In seguito in una dichiarazione sul Wall Street Journal la Disney ha voluto interrompere ogni rapporto con PewDiePie, all’anagrafe Felix Kjellberg. Disney che con il ragazzo di origine svedese aveva una collaborazione commerciale tramite Maker Studios. Non è la prima volta che il ragazzo si lascia andare a battute filo-naziste o antisemite però questa volta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E dopo la Disney anche YouTube ha deciso di interrompere la sua programmazione sulla versione premium del servizio.

Dati su PewDiePie

La scelta per YouTube Red è stata sicuramente sofferta. Al momento il ragazzo costituiva la principale star del servizio Google in abbonamento (10 dollari al mese). Lo YouTuber è infatti seguito da oltre 53 milioni di utenti e nel 2016 è stato la stella più pagata della piattaforma con più di 15 milioni di dollari di guadagni. Il suo spettacolo su YouTube si chiama “Scare PewDiePie” e stava per partire la seconda stagione. La pagina di Felix sulla piattaforma c’è ancora ma non ha più gli annunci per generare guadagni e non è chiaro se Google deciderà di rimuoverlo del tutto o se sarà attuato solo un provvedimento provvisorio. Il ragazzo non ha risposto alla chiamata del Wall Street Journal per dare delle spiegazioni o spiegare le sue ragioni ma ha usato Tumblr come valvola di sfogo. “Volevo solo dimostrare la follia del web di oggi, – ha dichiarato Kjellberg – dove basta dare cinque dollari a delle persone per farli dire qualsiasi cosa”. Il ragazzo si riferisce a un gruppo di persone che in un suo video contestato tenevano uno striscione con scritto: “A morte tutti gli ebrei”.

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