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SICUREZZA INFORMATICA

964 milioni di dollari in bitcoin sono spariti nel nulla

Un portafoglio Bitcoin del valore di 964 milioni di dollari è stato svuotato: il Dipartimento di Giustizia USA annuncia il sequestro dei fondi

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Nella notte delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, uno dei portafogli Bitcoin più preziosi al mondo è stato svuotato. I circa 69400 bitcoin, del valore di 964 milioni di dollari, sono stati spostati e il Dipartimento di giustizia Usa li ha sequestrati.

Si ritiene che il tesoretto di bitcoin fosse associato all’ex mercato della darknet Silk Road, chiuso ormai dal 2013. Il portafoglio era considerato “dormiente” dal 2015, poiché da allora il proprietario misterioso non ha più eseguito alcuno spostamento dei fondi. In un primo momento, diverse società di analisti di sicurezza informatica ritenevano che i bitcoin del wallet fossero stati spostati da un proprietario anonimo, o meno probabilmente da un hacker che era riuscito ad appropriarsi della chiave crittografica per portafoglio. L’arcano è stato svelato solo dopo poche ore, quando le autorità USA hanno ammesso di aver sequestrato il bottino.

Bitcoin spariti dal portafoglio “dormiente”

Il portafoglio Bitcoin da cui sono spariti quasi 1 miliardo di dollari risultava dormiente dal 2015: da allora non risultavano infatti movimenti né in entrata, né in uscita di criptovaluta.

Secondo la società di analisi londinese Elliptic, specializzata nel tracciare il movimento di denaro sporco nel settore delle criptovalute, il portafoglio svuotato potrebbe appartenere al mercato darknet Silk Road, chiuso nel 2013 dalle autorità federali degli Stati Uniti.

Il sito era un mercato nero del darkweb in cui utenti potevano acquistare e vendere beni illegali, come droga, armi o numeri di carte di credito. Dopo la chiusura nel 2015, il suo creatore Ross Ulbricht è stato condannato a due ergastoli per riciclaggio di denaro, hacking informatico e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

Bitcoin spariti: le prime ipotesi

Secondo la società di analisi CipherTracer, a effettuare la transazione potrebbe essere stato un proprietario anonimo, che ha eseguito i movimenti per rimanere aggiornato con la rete Bitcoin. La società di analisi non ha escluso nemmeno l’opzione più complicata: che un hacker in possesso della chiave crittografica fosse riuscito ad accedere al wallet.

Da oltre due anni, infatti, il portafoglio dormiente era finito nel mirino di una community di hacker e lo scorso settembre un utente di Twitter sosteneva di avere un file crittografato che avrebbe potute contenere proprio il passcode per accedere al tesoretto.

Bitcoin spariti: il sequestro delle autorità USA

Il mistero è stato risolto dopo poche ore, quando il procuratore del Dipartimento di Giustizia Usa, David Anderson, ha annunciato il sequestro dei fondi per quasi 1 miliardo di dollari.

Gli agenti dell’Internal Revenue Service (IRS) collaborando con Chainalysis, società specializzata in operazioni di analisi ed indagini sulla blockchain, sono riusciti a identificare 54 transazioni che rappresentavano un furto messo a segno da un individuo anonimo tra il 2012 e il 2013 proprio ai danni del wallet legato a Silk Road.

Dopo il furto, Ulbricht riuscì a scoprire l’identità dell’individuo misterioso e lo minacciò per farsi restituire il maltolto, che però non fu mai reso. Ora, stando a quanto riferito dalle autorità americane, l’individuo anonimo ha firmato un accordo di confisca con il Dipartimento di Giustizia USA e ha consegnato i fondi al governo.

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