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Abbiamo scoperto cosa ha portato l'acqua sulla Terra Fonte foto: iStock
SCIENZA

Abbiamo scoperto cosa ha portato l'acqua sulla Terra

I responsabili potrebbero essere il Sole e gli asteroidi che sono passati vicino alla Terra: acqua sulla Terra, ora sappiamo da dove viene

Perché il nostro pianeta è abitabile e gli altri – forse – no? È una combinazione di elementi che dipendono dalla distanza dal Sole, dalle dimensioni e dalla velocità di rotazione intorno al proprio asse. Ma dipende anche dalla presenza di alcuni elementi sulla Terra: azoto, ossigeno, anidride carbonica e, soprattutto, acqua allo stato liquido.

Ma come si è formata l’acqua sul nostro pianeta, 4 miliardi di anni fa? Una delle ipotesi è che ce l’abbia portata qualcosa: secondo gli scienziati, il vento solare. Lo abbiamo accennato quando abbiamo parlato dell’affascinante teoria sull’origine di tutto, di seguito andiamo ad approfondire.

L’arrivo dell’acqua sulla Terra

Negli anni ci sono state molte teorie su come l’acqua sia comparsa – o arrivata – sul nostro pianeta, miliardi di anni fa. Secondo una di queste teorie è stata portata da asteroidi carbonacei, ma i loro isotopi non corrispondono esattamente con quelli della nostra acqua.

Esiste però una nuova teoria, molto recente. La nostra stella di riferimento, il Sole, emette nell’atmosfera che la circonda alcuni elementi chimici importantissimi – che non sono responsabili solo di potenziali danni. Tra questi c’è anche l’idrogeno, o meglio ioni di idrogeno.

Questi ioni si sono posati, nel corso di millenni, sui granelli di polvere degli asteroidi che sono passati vicino alla Terra. Lì hanno incontrato i silicati, una classe di minerali, insieme a cui sono precipitati sul nostro pianeta.

Lo studio degli scienziati

Un team internazionale di astrofisici ha appena pubblicato la scoperta sulla rivista scientifica Nature Astronomy, dopo aver condotto uno studio sull’asteroide Itokawa, pietroso e ricco di silicati di tipo S. Campioni di questo corpo celeste sono stati portati a terra dalla sonda giapponese Hyabusa, e sono stati analizzati atomo per atomo.

È stato usato un sistema di tomografia all’avanguardia, che ha permesso di analizzare i campioni strado dopo strato. In questo modo sono stati osservati nel dettaglio 50 nanometri della superficie di Itokawa: “abbiamo scoperto che contenevano una quantità di acqua che, in proporzione, poteva ammontare a circa 20 litri per metro cubo di roccia" ha spiegato Philip Bland, uno dei ricercatori che ha lavorato al progetto.

Lo studio potrebbe avere risvolti importanti per l’approvvigionamento di acqua per le missioni spaziali del futuro. Inoltre dimostra che così come si è formata acqua sull’asteroide Itokawa, che non ha atmosfera, potrebbe succedere su altri corpi celesti senza atmosfera. Questo vuol dire che gli astronauti potrebbero ricavare acqua dalla polvere superficiale, anche sulla Luna: uno degli obiettivi su cui gli scienziati di tutto il mondo sono più concentrati, e su cui stanno facendo passi da gigante.

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