Alessandra Buonanno, chi è la ricercatrice italiana Fonte foto: Getty Images
SCIENZA

Alessandra Buonanno, chi è l'italiana che ha vinto la prestigiosa medaglia Dirac

È la prima italiana a ricevere il riconoscimento e la seconda donna al mondo. La ricercatrice ha ricevuto uno dei principali premi scientifici internazionali per le sue ricerche teoriche sulle onde gravitazionali.

Alessandra Buonanno, ricercatrice italiana che lavora nell’istituto Max Planck per la fisica gravitazionale di Potsdam in Germania, ha ricevuto la medaglia Dirac, uno dei principali premi scientifici internazionali. Riconoscimento importantissimo per l’Italia perché, per la prima volta nella storia, è stato assegnato a una nostra connazionale. La scienziata è inoltre la seconda donna in assoluto ad aver ottenuto la medaglia. Buonanno è stata premiata per le sue ricerche teoriche alla base della rilevazione delle onde gravitazionali.

Chi è Alessandra Buonanno

Nata a Cassino, in provincia di Frosinone, nel 1968, a meno di 30 anni, nel 1997, Alessandra Buonanno ha lasciato l’Italia pur restando sempre in contatto con la ricerca nel nostro Paese. Laureata in fisica teorica all’università di Pisa e con un Master of Science nella stessa università, dopo un breve periodo al CERN, ha conseguito un post dottorato all’Institut des Hautes Etudes Scientifiques (IHES) in Francia. Nel 2001 è diventata ricercatrice permanente al Laboratorio di Astrofisica e Cosmologia (APC) di Parigi e nel 2014 è stata nominata co-direttrice dell’istituto Max Planck per la fisica gravitazionale, dove dirige il Dipartimento di Relatività Astrofisica e Cosmologica. È anche docente all’università del Maryland e ha cattedre onorarie a Berlino e Potsdam. Con Thibault Damour ha sviluppato un formalismo per ridurre il problema dei due corpi della relatività generale a un problema di un solo corpo. Le sue ricerche sui modelli di relatività analitica e relatività numerica sono state impiegate dall’osservatorio LIGO per osservare, per la prima volta, le onde gravitazionali prodotte dall’unione di un sistema binario di buchi neri.

Perché ha ricevuto la medaglia Dirac

Proprio per le sue ricerche sulle onde gravitazionali, Alessandra Buonanno è stata premiata, insieme agli altri fisici Thibault Damour, Frans Pretorius e Saul Teukolsky, dal Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Ictp). Gli scienziati hanno ricevuto la medaglia Dirac, in particolare, per il loro contributo nell’avere stabilito le proprietà delle onde gravitazionali prodotte quando due stelle o due buchi neri ruotano uno attorno all’altro per poi fondersi. "Il lavoro teorico" dei quattro ricercatori, ha detto il direttore dell’Ictp, Atish Dabholkar, annunciando i vincitori, "è stato fondamentale per interpretare le osservazioni effettuate da Ligo, un esperimento estremamente sofisticato". "Si tratta – ha aggiunto – di una verifica impressionante dell’accuratezza della teoria della relatività generale di Einstein. È un meraviglioso tributo allo straordinario potere della nostra comprensione teorica della natura, che fino a poco tempo fa sembrava troppo bizzarra per la verifica osservativa".

Alessandra Buonanno: "Orgogliosa di essere italiana"

La ricercatrice è rimasta sorpresa ed entusiasta di aver ricevuto la prestigiosa medaglia Dirac e ha spiegato di essere "molto grata all’Italia, per gli studi che ho fatto all’università di Pisa, prima per la laurea e poi per il dottorato, e penso che la preparazione che si può avere in Italia sia ancora di altissimo livello". Seppure la ricerca sulle onde gravitazionali l’ha portata nell’ambito della collaborazione americana Ligo, la scienziata ha sottolineato anche di collaborare "con molti ricercatori di Virgo", riferendosi all’osservatorio europeo che si trova in Italia, a Cascina, non lontano da Pisa. "Sono molto contenta di essere italiana – ha commentato – e che l’Italia mi abbia permesso di ottenere risultati come quelli che mi hanno portato a questo riconoscimento".

Riguardo ai buchi neri, un altro team di ricercatori ha recentemente studiato come questi giganti cosmici possano diffondere onde e vortici simili a uno tsunami, mentre proprio il ricevitore europeo Virgo ha permesso agli scienziati di osservare come i buchi neri mangiano le stelle.

Stefania Bernardini

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