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Alexa potrebbe trasformarsi in un robot

I robot potrebbero utilizzare in futuro l'intelligenza artificiale di Amazon per diventare dei veri e propri umanoidi

28 Marzo 2019 - Se Amazon Alexa avesse due occhi e un corpo per girare il mondo sarebbe molto più intelligente e potrebbe eseguire compiti molto più complessi. Se l’assistente digitale di Jeff Bezos fosse un robot, in pratica, sarebbe molto più potente e utile. Non lo dice un appassionato di film e letteratura di fantascienza ma Rohit Prasad, ingegnere che in Amazon lavora agli algoritmi di machine learning di Alexa.

Prasad, uno degli scienziati più importanti di Amazon, ha parlato di un ipotetico robot Alexa alla EmTech Digital AI Conference organizzata a San Francisco dal MIT Technology Review facendo pensare a molti che, effettivamente, Amazon stia lavorando ad un progetto del genere. Poco meno di un anno fa Bloomberg aveva riportato la notizia che il gigante tech sta effettivamente lavorando ad un robot dotato di intelligenza artificiale, ma Prasad non ha confermato questa ipotesi e si è limitato a dire che “l’unico modo per rendere gli smart assistant realmente smart è dargli gli occhi e lasciarli esplorare il mondo“.

I robot dotati di intelligenza artificiale

Già oggi diversi dispositivi che integrano Alexa sono dotati di telecamera e in un futuro non troppo lontano diventeranno molti di più, grazie alla crescita del mercato smart home. Anche se un robot dal corpo umanoide e dal cervello made in Amazon non dovesse mai vedere la luce, però, ciò non vuol dire che quanto detto da Prasad non possa avere un senso e un futuro. Non è uno scenario del tutto fantascientifico quello in cui, pur non essendoci robot dotati di AI che girano per le nostre case o per le strade delle nostre città, potremo assistere alla nascita di una sorta di grande “corpo virtuale” per gli assistenti digitali.

Non solo due occhi montati su un robot che deambula, ma centinaia di migliaia, se non milioni, di telecamere fisse che riprendono il mondo reale e inviano tonnellate di GB di dati in tempo reale ai server di Amazon che, grazie a queste informazioni, potranno rendere più intelligenti gli smart assistant. Tutto ciò mentre altri milioni di sensori (di temperatura, di luminosità, di qualità dell’aria) e microfoni sparsi nel mondo inviano altri dati ad un unico, grande, cervello artificiale centralizzato. D’altronde, a che serve un corpo se tutto il mondo è il tuo corpo?

Una risposta a questa domanda potrebbe essere questa: a lavorare. Nelle fabbriche, nei luoghi rischiosi, nell’assistenza ad anziani e disabili. Gli scenari possibili, quindi, sono davvero più di uno ma una cosa sola è certa: Rohit Prasad, creatore del cervello di Alexa, ha detto che gli assistenti vocali hanno bisogno di occhi e di esplorare il mondo.