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Alexa pronta a volare nello spazio Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Amazon, Alexa conquista lo spazio: perché andrà anche sulla Luna

Anche per Amazon Alexa c'è una prima volta: sarà a bordo della navicella Callisto e potrà "vedere" da vicino la Luna

Houston, abbiamo…un assistente vocale! La rivisitazione della celebre frase pronunciata da tantissimi astronauti è d’obbligo dopo aver scoperto i dettagli della missione Artemis 1 con cui la NASA invierà una navicella in orbita sulla Luna. All’interno della cabina, infatti, non ci sarà alcun astronauta, fatta eccezione per uno completamente virtuale, Amazon Alexa. L’assistente vocale sarà dunque a poca distanza dal nostro satellite e comandante indiscusso della navicella Orion. In pratica, l’agenzia spaziale americana ha scelto di affidarsi per l’occasione a un tablet interattivo dal nome singolare, Callisto. A sua volta, il dispositivo avrà di fronte il manichino di un astronauta, per non far mancare proprio nulla all’ambizioso viaggio.

Callisto è un touch-screen piuttosto sofisticato che presenta versioni riconfigurate di Alexa, senza dimenticare la piattaforma di teleconferenza, che sarà quella di Cisco WebEx. Uno degli obiettivi da raggiungere è facilmente intuibile. Bisogna capire come si comporta l’assistente vocale di Amazon può comportarsi nello spazio. Non è difficile nemmeno immaginare la pubblicità che Jeff Bezos, grande patito delle missioni spaziali, otterrà da un evento del genere, con il suo marchio ben impresso all’interno di una navicella. Non c’è però soltanto il colosso dell’e-commerce tra i protagonisti di questo progetto. Anche Cisco, leader mondiale nei settori del networking e dell’IT, e Lockheed Martin, colosso americano dell’aerospazio, saranno parte integrante.

Costi superiori al previsto

Si tratta delle aziende che hanno contribuito, e non poco, alla costruzione della capsula Orion, come richiesto espressamente dalla NASA. La stessa Lockheed, inoltre, aveva chiesto lo sviluppo di un assistente virtuale come Alexa tre anni fa. La missione è quindi nella mente di tanti ingegneri e progettisti da tempo e ora sta per concretizzarsi. La firma dell’accordo risale al 2018 e i costi iniziali erano di poco superiori ai 2 milioni di dollari, nonostante siano poi saliti fino a 3 milioni per alcune migliore che si sono rese necessarie. Il nome del sistema, Callisto, ha una spiegazione molto semplice, visto che è lo stesso di una delle ancelle della dea Artemide e la mitologia greca è sempre molto presente nelle missioni di questo tipo.

Il ruolo dell’assistente vocale

A cosa servirà esattamente Amazon Alexa? L’assistente vocale provvederà a regolare l’illuminazione della cabina di Orion durante le attività principali in orbita, favorendo poi la connessione tra la Terra e lo spazio. Questo vuol dire che diventerà determinante anche nei prossimi viaggi, con astronauti in carne e ossa. Un altro compito da svolgere avrà a che fare con la telemetria in tempo reale, rendendo ancora più sicura la missione.

Si procederà per gradi. Inizialmente l’illuminazione sarà la funzione principale di Alexa per poi aumentare il numero di mansioni nel corso degli anni, fino a controlli più sofisticati come quelli delle telecamere. Amazon crede moltissimo nell’iniziativa e, anche se il risultato finale di Artemis 1 dovesse essere fallimentare, la società di Bezos potrà comunque ottenere un posizionamento strategico. Si punta, tra l’altro, ad ispirare e prossime generazioni di appassionati dello spazio e ingegneri, come affermato dai responsabili del progetto. Come si dice puntualmente in questi casi, chi vivrà vedrà.

Simone Ricci

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