9bbb3b224a04a273e68ce4a2fdb7711c.jpg Fonte foto: ANSA
TECH NEWS

Amnesty promuove Apple su materie prime

'Ma colossi non fanno abbastanza su lotta a sfruttamento minori'

(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Apple è l’azienda tecnologica più impegnata nei controlli sulla provenienza e la lavorazione dei materiali necessari per la fabbricazione dei suoi prodotti, ma nel complesso la “maggior parte” dei colossi tech e dell’auto “non fa abbastanza” per combattere lo sfruttamento dei minori nella filiera delle materie prime. È quanto emerge dall’ultimo rapporto “Time to Recharge” di Amnesty International.

Incentrato sugli abusi dei diritti umani nella Repubblica democratica del Congo che alimentano il commercio globale di cobalto, fra le materie prime impiegate nelle batterie agli ioni di litio, il documento stilato da Amnesty evidenzia anche che da aziende come Microsoft, Lenovo e Renault sarebbero stati fatti i progressi minori. Bene invece Apple: “a inizio anno è stata la prima compagnia a pubblicare i nomi dei suoi fornitori di cobalto”, spiega Amnesty, ed è la società più “responsabile” su questo fronte. “Segnali positivi” anche da Dell e HP.

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