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Tutte le notti migliaia di animali marini emergono dagli abissi
SCIENZA

Tutte le notti migliaia di animali marini emergono dalle profondità degli oceani

I motivi sono sconosciuti: tra le ipotesi la luminosità, il cibo, un ritmo circadiano interno, ma migliaia di animali riemergono dalle profondità degli oceani ogni notte

Il mondo degli abissi è estremamente affascinante. E se si dice che conosciamo bene solo il 19% dei fondali oceanici. Esiste un punto che è stato "visto" solo da due persone e tante cose ci sfuggono su cosa succeda là dove le acque sono più profonde, fredde e buie ma, soprattutto, piene di strane creature.

È stato osservato un comportamento particolare degli animali degli oceani, che tutte le notti in massa riemergono dagli abissi dove passano gran parte della loro vita. Un comportamento che lascia stupiti gli scienziati.

La riemersione degli animali

Tutte le notti, dopo il tramonto, enormi masse di animali "migrano" dagli abissi  fin vicino alla superficie dell’acqua: dagli squali al plancton, tutti vogliono passare la notte più vicino al cielo. Mangiano, si accoppiano, nuotano e poi prima dell’alba ritornano giù.

Questa migrazione è stata osservata per la prima volta nel 1800, quando i biologi di allora si resero conto che un tipo speciale di plancton, le pulci d’acqua, scomparivano e ricomparivano ciclicamente. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli scienziati hanno scoperto una zona dell’Oceano che deviava il sonar della Marina, e che poi smetteva di farlo all’improvviso, come se ci fosse un fondale oceanico fantasma: non era un fondale, erano animali che migravano verso l’alto.

Da allora, questo fenomeno è stato osservato in quasi tutte le zone degli oceani. Se è universale tra gli habitat ed è universale tra le specie, non sono ancora chiari i motivi di questo fenomeno.

Le ragioni di questa riemersione

Secondo alcuni scienziati è la variazione della luminosità del cielo tra giorno e notte a far partire la migrazione. Ma allora perché lo fanno anche gli animali marini dei poli, dove la luminosità rimane costante per mesi?

Alcuni animali non migrano, e questo è un altro bel grattacapo per i ricercatori. Capire cosa succede però è importante, perché questa migrazione è quasi un nastro trasportatore gigante che sposta il carbonio delle acque superficiali giù nelle profondità degli abissi – e non avrebbe altri modi per fare questo percorso.

Ed è un comportamento molto costoso, in termini di energia, per gli animali: infatti, l’energia collettiva spesa dal minuscolo zooplancton in un anno per riemergere e inabissarsi tutti i giorni è pari a un anno di consumo energetico degli Stati Uniti.

Secondo diverse teorie, per alcune specie come appunto lo zooplancton, riemergere tutte le notti vuol dire evitare di essere mangiati e trovare a loro volta più prede a disposizione. Secondo altre teorie, anche gli animali marini seguono un ritmo circadiano (ovvero un ritmo fisiologico caratterizzato da un periodo di circa 24 ore).

Le migrazioni, infine, variano in base agli animali: quelli più piccoli migrano in gruppi, perché è più difficile essere mangiati. Quelli più grandi fanno il viaggio circa 80 minuti dopo il calare del sole, quelli più piccoli 20 minuti dopo.

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