Siri in ascolto Fonte foto: Wachiwit / Shutterstock.com
SICUREZZA INFORMATICA

Apple, stop al programma di ascolto di Siri

Apple fa un passo indietro e sospende il programma d'ascolto delle richieste che gli utenti fanno a Siri. Le registrazioni, però, non saranno bloccate

6 Agosto 2019 - Travolta, insieme a Google e Amazon, dalle polemiche Apple mette da parte il programma di ascolto dei file audio catturati dal suo assistente digitale Siri. L’annuncio ufficiale della sospensione è stato dato tramite una dichiarazione rilasciata al giornale online TechCrunch.

La pressione su Apple è aumentata notevolmente a fine luglio, quando una inchiesta del Guardian ha svelato che ai dipendenti di aziende in appalto veniva affidato il compito di riascoltare le registrazioni per valutare l’efficacia degli algoritmi di speech-to-text e della successiva risposta di Siri ai comandi impartiti dagli utenti. Questo personale esterno, però, in questo modo aveva accesso a informazioni molto sensibili: discussioni su prescrizioni mediche, rapporti sessuali ascoltati in diretta da Siri e persino presunti traffici di droga. Alla base di tutto ciò, a quanto pare, ci sarebbe un meccanismo di attivazione di Siri troppo sensibile e che dà origine a numerose errate attivazioni e registrazioni.

Il passo indietro di Apple

Siamo impegnati nell’offrire una grande esperienza Siri mentre proteggiamo la privacy dell’utente“, ha dichiarato un portavoce di Apple aggiungendo che il programma di ascolto è sospeso a tempo indeterminato a livello globale e che, con il prossimo upgrade software, arriverà la possibilità per gli utenti di scegliere se partecipare al programma di ascolto oppure no.

Come stanno facendo anche Amazon e Google, quindi, anche Apple ha preferito mettere in pausa l’ascolto delle registrazioni del suo assistente digitale per ripensare ad una nuova versione del programma, più rispettosa della privacy degli utenti.

Apple riascolta solo l’1% delle registrazioni

La casa di Cupertino, in ogni caso, ricorda anche che le registrazioni ascoltate dai dipendenti, interni ed esterni, sono meno dell’1% del totale e che l’anonimato è garantito. C’è anche da dire, però, che Apple ha sospeso l’ascolto, non la registrazione: Siri continua incessantemente ad ascoltare tutto quello che diciamo e a registrare quelli che interpreta come comandi, quando si attiva.

Secondo quanto scoperto dal Guardian, però, molti dei file audio che sono stati ascoltati da dipendenti umani derivavano da errate attivazioni di Siri e, di conseguenza, l’utente non sapeva di essere registrato. In alcuni casi, poi, era possibile ascoltando l’audio carpire alcune informazioni utili a identificare l’utente.

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