L'asteroide Bennu è meno pericoloso del previsto Fonte foto: Ansa
SCIENZA

L'asteroide Bennu è meno pericoloso del previsto: quando si avvicinerà alla Terra

Il corpo celeste si avvicinerà al nostro pianeta nel 2135. I ricercatori della Nasa, guidati dall’italiano Davide Farnocchia, hanno ricalcolato la probabilità d’impatto che dovrebbe essere dello 0,057% da qui al 2300.

La probabilità che l’asteroide Bennu possa colpire la Terra nei prossimi 300 anni è molto più bassa di quanto era stato previsto in precedenza. I ricercatori del Centro studi sui Near-Earth Object (Neo) della Nasa, guidati dall’italiano Davide Farnocchia, hanno ricalcolato i dati e hanno rivelato i nuovi risultati in uno studio pubblicato sulla rivista Icarus. Il corpo spaziale si avvicinerà al nostro pianeta nel 2135, ma la probabilità di un suo impatto da qui al 2300 è dello 0,057%, cioè 1 su 1.750. Anche se è molto basso il rischio che Bennu colpisca la Terra, resta comunque uno dei due asteroidi più pericolosi conosciuti nel Sistema solare, insieme a 1950 DA.

I nuovi calcoli sull’avvicinamento e la pericolosità dell’asteroide Bennu

Il corpo celeste è diventato noto dopo l’incontro ravvicinato con la sonda Osiris-Rex. Grazie ai modelli matematici e ai dati del network Deep Space, gli studiosi sono riusciti a ridurre le incertezze sulla sua orbita e a determinare qual è la probabilità di un suo impatto con la Terra. Il 24 settembre 2182 è stata indicata come data più probabile per un potenziale impatto, con possibilità comunque bassissima di 1 su 2.700. "Non abbiamo mai modellato la traiettoria di un asteroide con questa precisione prima d’ora", ha detto in una nota Farnocchia.

Nel 2135, l’asteroide Bennu si avvicinerà molto alla Terra e, in quell’occasione, non rappresenterà un pericolo per il nostro pianeta, ma gli scienziati avranno la possibilità di studiarne meglio la traiettoria, al fine di prevedere come la forza di gravità del globo terrestre potrebbe alterare la sua orbita, influenzando il possibile rischio futuro di un impatto col nostro pianeta.

L’asteroide Bennu è stato studiato e osservato da vicino per circa due anni dalla sonda Osiris-Rex. L’incontro tra il corpo e la sonda è stato il 10 maggio scorso. In questo arco di tempo sono stati raccolti campioni e informazioni sulle sue dimensioni, sulla sua forma, sulla massa e sulla composizione ed è stata monitorata anche la sua direzione e la sua traiettoria. I circa 60 grammi di campioni raccolti sono stati messi al sicuro in una capsula che si sgancerà dalla sonda una volta arrivata vicino alla Terra. L’atterraggio sul nostro pianeta è previsto per il 24 settembre 2023.

Il team dell’italiano Farnocchia ha valutato i vari tipi di forze che possono influire sull’orbita dell’asteroide, mentre gira intorno al Sole, per calcolare dove si troverà nel momento in cui sarà più vicino alla Terra nel 2135. "I dati orbitali raccolti con Osiris-Rex – ha commentato Dante Lauretta, responsabile scientifico della missione – ci hanno aiutato a calcolare meglio le possibilità di impatto di Bennu nei prossimi anni e gli asteroidi potenzialmente pericolosi".

Riguardo gli impatti degli asteroidi sulla Terra nel passato, invece, un nuovo studio ribalta la teoria che riguarda l’estinzione dei dinosauri.

Stefania Bernardini

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963