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I batteri mangia metalli che potrebbero aiutare l’ambiente Fonte foto: 123rf
SCIENZA

I batteri mangia metalli che potrebbero aiutare l’ambiente

Potrebbero essere utili per ripulire l’inquinamento delle operazioni minerarie. Si tratta dei Leptospiriium, un genere di microrganismi che si nutrono di ferro.

C’è un batterio che si nutre di metalli, con la precisione di ferro. Si tratta del Leptospirillum, un genere di microrganismi. A scoprire questa caratteristica è stata la scienziata cilena Nadac Reales che stava lavorando sull’uso dei microbi per migliorare l’estrazione del rame. La studiosa si è resa conto che il batterio riusciva a consumare un chiodo in tre giorni. L’applicazione del batterio in campo minerario potrebbe essere utile per ripulire l’inquinamento delle operazioni per l’estrazione dei metalli.

La ricerca della scienziata cilena

Reales è andata alla ricerca di microbi che potessero consumare i metalli in luoghi ostili, come i geyser Tatio nel deserto di Atacama, e ha trovato i Leptospirillum che prosperano in ambienti acidi e possono tollerare alte concentrazioni di metallo. Reales ha testato la loro capacità di dissolvere oggetti metallici e ha spiegato che "all’inizio i batteri impiegavano due mesi per disintegrare un chiodo". Tuttavia, ha scoperto che se privati di altre fonti di cibo, il Leptospirillum, affamato, ne consuma molto di più. In due anni di selezione dei ceppi più adatti, Reales è riuscita a ridurre il tempo necessario a tre giorni.

Il batterio mangia metalli

Il leptospirillum non rappresenta una minaccia per gli esseri umani, né per gli ambienti sani, e Reales afferma che la sua capacità va oltre la riparazione. Il liquido rossastro lasciato dopo che tutto il ferro è stato mangiato può essere utilizzato per migliorare il recupero del rame, sostituendo le sostanze chimiche tossiche di lisciviazione esistenti. Il Leptospirillum ferriphilum è un batterio ossidante del ferro ed è una delle specie responsabili della generazione del drenaggio delle mine acide. La scoperta di Reales potrebbe avere positive applicazioni per ridurre l’impatto ambientale delle miniere e la scienziata ha fondato la Rudanac Biotec proprio per studiare tutte le capacità del leptospirillum.

Un altro team di scienziati ha invece ipotizzato che un giorno ferro e nichel si potranno estrarre dagli asteroidi, mentre c’è un batterio che ama lo sporco e ripulisce le opere d’arte. Il microbo E.coli geneticamente modificato, invece, secondo una recente ricerca dell’Università di Edimburgo, può essere utilizzato per trasformare la plastica in vaniglia.

Stefania Bernardini

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